Forza, ecco la squadra di Adriano!

di Federica Pacilio

Così arriva instancabile l’appello di Adriano Celentano. “Mandare via Berlusconi con il referendum sul nucleare, aggiungendo nella sua lettera la premessa: ” il Governo non demorde” con la sua “demoniaca voglia di avvelenare gli italiani”. Lettera, inoltre, che inizia così:”Cari amici fascisti, studenti, leghisti, comunisti e operai insicuri…”

E aggiunge: “ il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorsa, è di gran lunga superiore di quanto avvenuto in quegli anni” e per questo “non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza, il voto. Non possiamo assolutamente mancare”.

Si rivolge ai referendari italiani, mossisi diverse volte a Roma, sotto gli uffici Enel e Montecitorio. Purtroppo i telegiornali nazionali affrontano l’argomento referendum con superficialità, non lasciando spazio alla “vera notizia”: la Commissione parlamentare di Vigilanza ha finalmente riconosciuto il “regolamento” per dar conto dei temi referendari. Il ritardo ha provocato la restrizione del tempo a disposizione per informare i cittadini del nuovo e quanto mai necessario richiamo alle urne il 12 e 13 giugno. La Rai ha diffuso solo con la puntata di Annozero del 28 aprile, la notizia dei temi referendari del prossimo mese, nonostante una esplicita richiesta di Antonio Di Pietro al presidente Paolo Galimberti. Lo stesso ha tenuto a sottolineare che probabilmente “gli elettori e le elettrici italiane residenti all’estero, non riceveranno per tempo tutte le schede sulle quali esprimere il proprio voto”.

Tantissimi i volti conosciuti ad esprimersi in merito: “Io andrò ai seggi, ma a prescindere dal premier (…) Io andrò a votare per avere l’acqua pubblica e tenere lontano il nucleare dall’Italia. Ma avete visto il Giappone? Territori contaminati per 30 mila anni. La gente deve andare a votare per questo, non perché c’è Berlusconi dall’altra parte. Certo se, come stanno facendo, provano a togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi su queste materie, sarebbe proprio un brutto trucco. Anche tipico di una certa brutta Italia, che è la stessa Italia del “legittimo impedimento” Ma perché se un comune cittadino viene chiamato dalla Guardia di Finanza ci deve correre e il presidente del Consiglio può dire di no? Il primo tra i cittadini deve dare l’esempio, quello buono!”. Sono le parole di Carlo Verdone. E ancora, Fiorella Mannoia: “Certo che vado a votare. Bisogna sempre andare a votare perché è un diritto conquistato con le lotte di chi ci ha preceduto. Alla luce di quanto è accaduto in Giappone, non vedo perché i cittadini non possano correggere la rotta di chi non fa i loro interessi. Se in Giappone è successo quello che è successo cosa può accadere con questa Armata Brancaleone alle prese con l’atomo? Spero che la Cassazione fermi lo scippo dei quesiti da parte del governo, e spero che Napolitano, per quello che è nelle sue competenze, possa fare qualcosa. Ormai ogni dissenso che il popolo italiano prova è un segnale contro Berlusconi e il suo governo delle barzellette. Non è più questione di destra e di sinistra, ribadisce, ma di buon senso! Prima di ogni cosa, ormai, dobbiamo riuscire a sbarazzarci di tutto questo”, e Franco Battiato: “Non c’è da discutere. Sono contro il nucleare, contro la semiprivatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento. E trovo indecente il dibattito su questi temi, oggettivamente indiscutibili. E’ come se un cannibale avanzasse il diritto sulla sua condizione”…forte anche il messaggio di Leo Gullotta: “Come si fa a non essere d’accordo con la lettera di Celentano? Lo dico da cittadino: non ne posso più. Non sopporto più le offese dei giornali di destra che si permettono di dargli dell’imbecille. Non sopporto di vedere un ministro della Repubblica urlare, scalciare, abbandonare una conferenza per una domanda che non gli piace. L’Italia non può essere una Repubblica fondata su Scilipoti. Ma veramente credono che gli italiani siano stupidi? Adriano Celentano ha profondamente ragione anche su un altro punto: i cittadini si devono riunire, devono stare compatti, andare avanti come nel quadro del Terzo Stato. Andiamo a votare. È un nostro diritto e non possono levarcelo”.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook