La morte di Bin Laden: fra foto censurate e nuove paure

di Enrico Ferdinandi

Barack Obama si è recato nel corso della giornata a Ground Zero dove ha depositato una corona di fiori, in un atmosfera solenne caratterizzata da un grande silenzio. Guardando le immagini si ha la sensazione di rivivere le stesse emozioni del primo anniversario degli attacchi dell’11 settembre: parenti commossi, tensione palpabile ed un forte vento che scuote gli animi fragili degli astanti.

Il mondo continua comunque a parlare, ed interrogarsi, della morte di Osama Bin Laden. Oggi l’alto commissario per i diritti umani, Navy Pillay, ha chiesto agli U.S.A. il resoconto preciso dei fatti, ovvero una relazione di come il terrorista più temuto dei nostri tempi sia morto. La Pillay alla domanda di una giornalista che le ha chiesto se fosse soddisfatta delle prove e delle spiegazioni sulla legittimità dell’operazione in Pakistan ha così risposto: «Credo che non solo il mio ufficio ma tutto il mondo abbia il diritto di sapere cosa è successo. Le Nazioni Unite condannano il terrorismo ma ci sono delle regole elementari che devono essere rispettate anche nella conduzione di operazioni di antiterrorismo. Queste devono avvenire nel rispetto delle leggi internazionali, che non autorizzano la tortura nè le esecuzioni extragiudiziali».
Nel frattempo la dichiarazione di Barack Obama, che ha affermato di non voler diffondere le foto del cadavere di Bin Laden poiché troppo crude, ha alimentato ulteriormente i dubbi e le perplessità  di molti cittadini statunitensi e non solo. Obama ha cercato di arginare il problema facendo trapelare alcune indiscrezioni sul blitz ed un video che ricostruisce al computer le fasi salienti del’operazione. In queste ore la notizia più eclatante è quella che vede il vice di Al-Qaida, Ayman al Zawahiri,  come traditore di Bin Laden.
Obama ha poi reso noto che nel corso della giornata di domani avrà un confronto con gli autori del blitz.

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