Pillola del quinto giorno, parlamentari per la vita contro: ”Ha potenzialità abortive”

Si chiama “ElleOne” ed è conosciuta ai più come la pillola del quinto giorno, entrata in commercio in Italia a partire dallo scorso 1 aprile sta causando numerosi “mal di pancia” per via della sua potenzialità abortiva e per l’uso amorale che se ne potrebbe fare.
Difatti la pillola è venduta coma contraccettivo (come la pillola del giorno dopo) ma secondo i parlamentari per la vita, l’inter-gruppo bipartisan composto da 85 tra deputati e senatori: “Da un lato è presentata alle donne come anti-concezionale mentre il meccanismo è prevalentemente abortivo e, dall’altro, va contro la 194 (legge sull’aborto)”.

I parlamentari per la vita hanno presentato un’interrogazione al ministro della salute Balduzzi per chiedere la sospensione della vendita del farmaco; nell’interrogazione si afferma che la vendita della pillola: “attraverso una informazione non corretta è immorale e illegale perché da un lato è presentata alle donne come anti-concezionale mentre il meccanismo è prevalentemente abortivo”.
Il senatore Pdl Stefano Di Lillo a nome dei parlamentari del gruppo ha poche ore fa ribadito che la pillola: “va contro la legislazione, è diffusa come anticoncezionale d’emergenza ma in realtà impedisce all’embrione di annidarsi uccidendolo. Ha potenzialità abortive. Vi sono studi scientifici che dimostrano che la pillola del quinto giorno ha un’azione di carattere preovulatorio se assunta nei primi due o tre giorni successivi al rapporto a rischio, dopo l’azione antiprogestinica impedisce all’utero di accogliere l’embrione. Ma queste caratteristiche non sono espresse nel bugiardino. Infine, l’utilizzo indiscriminato nelle giovani donne può anche nuocere alla loro salute”.
L’inter-gruppo, sempre per voce di Di Lillo, ha quindi chiesto che venga fornita ai cittadini una corretta informazione per far si che essi: “non vadano incontro a prodotti abortivi che non vorrebbero usare –precisando che inoltre è già stato avanzato – un esposto all’Antitrust perché sia data una giusta informazione sul farmaco”.

Enrico Ferdinandi

14 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook