“La zanzara” offende i gay e Anonymous l’hack-tacca

Nel corso della nota trasmissione radiofonica di Radio 24, Vittorio Sgarbi insulta i gay e gli hack-tivisti “puniscono” il suo sito.

Si definiscono “hacktivisti” e sono cellule composte da gruppi organizzati di esperti informatici che, attraverso la rete, colpiscono in maniera mirata coloro che ostacolano la libera informazione.

I target e le motivazioni di Anonymous sono diversificati con l’intento di provocare problemi logistici alla compagnia colpita. Offrono il loro supporto in vari stati del mondo ove vengono proposte leggi censorie e restrittive nei confronti dell’accesso a internet e intervengono per sostenere i difensori della libera informazione. Per loro, libertà d’espressione e informazione costituiscono i valori fondamentali della democrazia.

Vittorio Sgarbi è stato “processato” online dagli hacktivisti perchè nel programma radiofonico “La Zanzara”, di Radio 24, ha insultato i gay e ribadito la sua posizione contraria ai matrimoni omosessuali. Il noto critico d’arte ha dichiarato la sua avversione a questo genere di unioni dopo che il parlamento di Strasburgo ne aveva chiesto il riconoscimento in tutti i Paesi. Anche la corte di cassazione aveva lanciato una freccia a loro favore con una sentenza che autorizzava gay e lesbiche a vivere insieme come due coniugi, facendo valere diritti analoghi a quelli delle coppie etero. Ma l’affermazione che ha scatenato l’ira degli hacker, è stata quella a favore di Marcello Dell’Utri, in cui Sgarbi prende le difese del cofondatore di Forza Italia, sostenendo l’infondatezza delle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e scagliandosi addirittura contro il magistrato Antonio Ingroia, procuratore aggiunto alla procura distrettuale antimafia di Palermo.

Nella sezione “Libri”, i pirati informatici hanno inserito una foto di Paolo Borsellino insieme con la frase “Fuori la mafia dallo Stato”. Questo il testo del messaggio nella schermata iniziale: «Salve Vittorio, come al solito hai preso un’altra occasione per tacere… Capra. A noi i simpatizzanti omofobi, della mafia non ci piacciono affatto e tu non ci piaci. Onore a Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Aldo Moro, Antonio Ingroia, Peppino Impastato, Guido Galli, Emilio Alessandrini, Umberto Ambrosoli e a tutti coloro che combattono attivamente le mafie in Italia e in tutto il mondo e a quelli caduti per la causa. Noi siamo Anonymous. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Aspettateci».

Questo delitto vìola l’art. 615-ter c.p  e configura il reato di ACCESSO ABUSIVO AD UN SISTEMA INFORMATICO O TELEMATICO punibile nei casi più gravi fino a otto anni di reclusione. Attualmente il sito è tornato alla normalità e nella relativa home-page è possibile visionare nuovamente la presentazione dell’intestatario della pagina web.

Mauro Saltalamacchia

21 marzo 2012

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