Quirinale, Renzi punta su Mattarella. Berlusconi tentenna

Quirinale, Renzi punta su Mattarella. Berlusconi tentenna

 Matteo Renzi - Sergio MattarellaROMA — Il Premier Matteo Renzi preme sempre di più sul nome di Sergio Mattarella, assente dal Parlamento dall’aprile 2008, data nella quale concluse il suo mandato parlamentare nelle file dell’Ulivo. Anni nei quali è stato Vicepresidente del Consiglio e più volte Ministro, una carriera politica iniziata nel 1983 come democristiano, e continuata come deputato per il Partito Popolare Italiano e la Margherita; nel 2011 viene eletto Giudice della Corte Costituzionale. Un nome legato alla riforma della legge elettorale in senso maggioritario conosciuta appunto come «Mattarellum», oltre alla stesura del Manifesto fondativo del PD.
Palermitano pacato, quasi schivo, ma risoluto nel difendere un principio o regola morale; figlio di Bernardo, Ministro e deputato democristiano, e fratello di Piersanti, ucciso dalla Mafia a soli quarantacinque anni perché era un giovane Presidente della Regione Sicilia che si opponeva alle regole della criminalità organizzata.

Un nome che è una sfida a Silvio Berlusconi per le sue idee decisamente anti-berlusconiana. Già nelle fila del Partito Popolare fu uno degli oppositori della linea a favore di Berlusconi portata avanti da Buttiglione, con un primo scontro diretto quando si dimise nel 1990 da Ministro della Pubblica Istruzione in segno di protesta contro la fiducia data da Andreotti alla Legge Mammì, via libera all’allora Fininvest di Berlusconi; un’opposizione manifestata anche in occasione dell’ammissione di Forza Italia nel Partito Popolare Europeo, definendola «un incubo irrazionale».
A questo riguardo il nuovo incontro di oggi tra Renzi e Berlusconi dovrebbe portare ad una risposta definitiva in tal senso, per sondare se può essere sciolto il veto su questo nome, con un pressing tattico da parte del Premier per spingere il Cavaliere in questa direzione. Il duo Berlusconi/Alfano punta sulla candidatura di Casini ed Amato, ma«il punto è che il Presidente della Repubblica non lo può scegliere il capo dell’opposizione, lo deve scegliere il PD. Non posso passare per quello che subisce i diktat del contraente del Patto del Nazareno», ma è necessario «trovare presto un accordo». Altri nomi potrebbero ritornare a galla come possibile alternativa, tra questi Veltroni, Fassino o la Finocchiaro, non sgraditi a Belrusconi; altra ombra ad aggirarsi costantemente è quella di Prodi, possibile catalizzatore dei voti del M5S ma incubo per Berlusconi, oltre a non andar bene a Renzi: «Se il M5S decide di votare subito Prodi che fa il PD?».

Mattarella «è il meno divisivo del PD», capace di compattare anche la minoranza interna del partito, riducendo così notevolmente il rischio dei franchi tiratori.
Il messaggio a Berlusconi è chiaro, eleggere Mattarella anche senza FI, con i trentaquattro grandi elettori del SEL a convergere su questo nome. Anche gli il gruppo dei dissidenti M5S lascia intendere un’apertura in tal senso: «Ci hanno chiesto quanti siamo e quale orientamento proponiamo. Siamo circa venticinque, non proponiamo nomi; gli abbiamo detto no per Amato ma non c’è un no per Mattarella». Un numero ipotetico di grandi elettori che salirebbe così a 575, per un quorum alla quarta votazione di 505. E se Alfano decidesse di unirsi si arriverebbe ad oltre 600 voti.

Oggi il PD chiederà di votare una volta oggi, per arrivare a tre domani e a due sabato. Renzi spinge l’acceleratore, tentando ancora di convincere l’alleato del Patto del Nazareno verso «una persona perbene, un onesto difensore della Costituzione ed un garante. Un uomo che non è un renziano doc e può essere un punto di riferimento per le riforme che stiamo facendo insieme. Fareste un grave errore ad ostacolarlo. Non è affatto un giustizionalista, certo è un po’ rigido e viene dalla sinistra DC, mo no è pregiudizialmente ostile a voi». Anche Letta è dell’idea che Mattarella «non sarà dei nostri, ma mai contro. Silvio ti sbagli, è talmente rigoroso che se va al Quirinale con i nostri voti non farà mai qualcosa contro di te».

Paola Mattavelli
29 gennaio 2015

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