M5S, dissidenti delusi dalle mancate Quirinarie: «Noi siamo un’alternativa libera»

M5S, dissidenti delusi dalle mancate Quirinarie: «Noi siamo un’alternativa libera»

 M5S - Beppe GrilloROMA — Nove deputati hanno lasciato il Movimento 5 Stelle. Il voto per il Quirinale smuove quanti non sono d’accordo con il metodo chiuso usato per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, visto come un tradimento allo spirito originario. Ecco le defezioni confermate questa mattina in una conferenza stampa alla Camera: Walter Rizzetto, Marco Baldassarre, Mara Mucci, Tancredi Turco, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Sebastiano Barbanti e Gessica Rostellato.

Il senatore Francesco Molinari aveva parlato di come ci si sentisse defraudati dal fatto che «del sogno originario non resta più nulla, ci hanno rubato anche le Quirinarie». Oggi il discorso letto da Mara Mucci conferma come il clima fosse cupo, «dove le ideee diverse sono reato di lesa maestà». Dure le critiche verso la linea ufficiale del Movimento che ha tradito i valori di M5S con un direttorio nominato dall’alto che decide per tutti, con le indicazioni trovate sul blog riguardanti il comportamento da tenere per l’elezione del Colle, mentre «tutti devono tornare ad avere voce in capitolo nei processi decisionali».
Una scissione politica di gruppo dopo solitarie defezioni o espulsioni, volutamente ravvicinata al voto per il Colle per dare risalto ad un disagio interno che dura da mesi. Previsto per le 21:00 di questa sera l’incontro dei fuoriusciti, entrati nel Gruppo Misto, con il Premier Renzi per le consultazioni nella sede del Nazareno.

Anche Paolo Becchi, ideologo del M5S, nei giorni scorsi non aveva nascosto una certa sofferenza per la quasi certa rottamazione delle Quirinarie: «Ci sono ventimila persone disponibili ad avvalorare il Capo. E a quel punto passeranno i nomi che hanno deciso Grillo e Casaleggio. Così facendo mettiamo in discussione i principi fondamentali dei Cinque Stelle. Per una elezione del Presidente ci stiamo giocando tutto questo. Francamente è molto grave. Non vanno bene tutti questi tatticismi». Per Becchi attualmente i problemi urgenti da affrontare in Italia sono altri; certamente non il cambio della forma di Governo che consenta di passare ad un sistema presidenziale attraverso una legge elettorale peggiore del Porcellum, eleggendo in questo modo un Presidente della Repubblica frutto dell’accordo tra Renzi e Belusconi.

Nel frattempo Grillo e Casaleggio inviano email ai parlamentari del PD per chiedere una rosa di nomi da votare nei primi tre scrutini: «Cara/Caro parlamentare del Partito Democratico le chiediamo, dopo averlo chiesto al Presidente del suo partito, di esprimere le sue preferenze per i candidati alla Presidenza della Repubblica. I nomi proposti dai parlamentari del PD saranno votati dagli iscritti al M5S online nei prossimi giorni». Una lettera mandata dopo l’ennesimo no alle proposte di Renzi: «Non siamo noi che ci siamo tirati indietro ma Renzi che non dà i nomi per votare già dalla prima seduta. Il PD sta bluffando, quello che ci offre è una procedura che non appartiene ad uno Stato democratico».

Paola Mattavelli
27 gennaio 2015

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