Anonymous: arrestati 25 hackers

L’Interpol ha condotto una serie di arresti in Argentina, in Colombia, in Spagna e nel Cile. Si tratta della prima fase di un operazione chiamata “Unmask”. Questo è quanto è stato annunciato martedì dall’organizzazione della polizia internazionale, Interpol, lasciando dunque spazio ad una probabilissima risposta del gruppo Anonymous.

“L’operazione Unmask è stata lanciata a metà febbraio, dopo una serie di attacchi cybernetici coordinati e lanciati dall’Argentina, dal Cile, dalla Spagna e dalla Colombia contro il ministero della difesa e alcuni siti web della presidenza” precisa in un comunicato l’Interpol la cui sede è a Lione in Francia. La compagnia di elettricità cilena Endesa è stata tra l’altro un bersaglio degli attacchi del gruppo con la maschera di Guy Fawkes l’eroe del film V per vendetta diventato simbolo della lotta del gruppo.  Quattro dei pirati informatici artefici di questi attacchi sono stati arrestati tra la Spagna, l’Argentina e la Colombia. Le quattro persone detenute in Spagna sono accusate di aver pubblicato in linea alcuni dati personali delle guardie del corpo che lavorano per il capo del governo spagnolo e di agenti della polizia nazionale. Sono anche sospettati di aver attaccato dei siti internet ufficiali, bloccandoli e modificandoli.  Uno di questi hackers è sospettato di essere “incaricato di amministrare e gestire l’infrastruttura informatica utilizzata da Anonymous in Spagna e in America Latina principalmente”. La polizia riporta che : “ I server che venivano usati per queste operazioni si trovavano in Repubblica Ceca e in Bulgaria”. Un altro membro del gruppo è sospettato di essere “responsabile degli attacchi rivendicati specificatamente da Anonymous” in Spagna. A Santiago in Cile, la polizia ha sequestrato materiale elettrico appartenete a cinque Cileni e a un Colombiano con un età compresa tra i 17 e i 23 anni, sospettati di aver piratato dei siti nel paese, in Colombia e in Spagna secondo il vice prefetto di Santiago, Jaime Jara. L’operazione “Unmask” condotta attraverso una quarantina di città, è considerata una minaccia dall’Otan per i rischi di ritorsioni dei pirati informatici. Ma questo gruppo di pirati sparpagliati nel globo e contraddistinti dalla celebre maschera dal sorriso ironico si presenta come un sostenitore della libertà su internet che è secondo loro attualmente compromessa. Questi arresti potrebbero provocare una delle risposte più pericolose dopo la chiusura del sito di Kim Dotcom, Megaupload Limited.

Manuel Giannantonio

1 marzo 2012

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