Rapporto Istat: Italia paese più vecchio al mondo

E’ proprio il caso di dirlo. L’Italia non è un paese per giovani. A confermarlo  il secondo Rapporto sulla coesione sociale presentato oggi da Inps, Istat e Ministero del Lavoro, secondo il quale dal Gennaio 2011 si registrano 144,5 anziani ogni 100 giovani.

E di dati sembrano destinati a peggiorare. A partire dal 2050 infatti la cifra salirà a 256 anziani ogni 100 giovani. La causa deriverebbe, secondo il rapporto, dalla congiuntura di due fatti, l’aumento della sopravvivenza e bassi tassi di fecondità.  

A questo trend negativo, che vede sempre più un Italia non più a misura di giovane si aggiunge l’alto tasso di disoccupazione di questa fascia. Il rapporto porta alla luce una situazione  alquanto sconfortante per quanto riguarda la disoccupazione. Nel nostro paese raggiunge infatti circa il  27,4% al Centro e al Nord, mentre sale vertiginosamente se riferito al Mezzogiorno dove la disoccupazione raggiunge il 37,9% per i giovani, mentre è di circa il 44% per quanto riguarda le donne. Situazione difficile anche epr quanto riguarda i contratti, 8 nuovi contratti su 10 (circa il 76,3%) sono a termine o registrati come collaborazioni.
E se nel Belpaese per i giovani di spazio ne è rimasto poco, o niente, lo stesso vale epr le donne, oggetto di disparità e soprusi, a partire innanzitutto dalle retribuzioni.
Secondo i dati rilevati nel 2010 infatti, in media gli uomini hanno percepito una retribuzione circa il 20% più elevata delle donne. 1.407 euro contro 1.131 euro.
Non solo fuori dalla famiglia, anche nel nucleo familiare e nella stessa società la donna continua a portare sulle proprie spalle il peso maggiore, senza ricevere nessun aiuto ne vedere riconosciuto il proprio valore. Non è un caso se il 71,3%  del lavoro familiare delle coppie risulta ancora a carico delle donne a fronte di una difficoltà, quasi incolmabile, nel conciliare lavoro e cura della famiglia, tra cui spesso, le italiane sono costrette a scelgiere.
In media una donna, al pari del proprio compagno, lavora 1 ore e tre minuti in più, divario di tempo che aumenta se ci sono anche i figli.
Perchè essere madri in Italia, dice l’Istat, è sempre più difficile. Scegliere di avere bambini significa letteralmente condannare la propria carriera professionale e, spesso, rischiare addirittura il posto di lavoro. Per questo le italiane che scelgono la maternità sono sempre più spesso dipendenti con un contratto a tempo indeterminato.
Tempi duri anche per l’istituzione del matrimonio, in costante diminuzione. Ci si sposa di meno e più tardi, intorno ai 30 anni lui e ai 33 lei. In molti scelgono di avere figli senza sposarsi. Si conta che nel 2010 un bambino su quattro, circa il 25,4%, è nato fuori dal matrimonio. Una cifra record considerando che è ben il doppio rispetto a dieci anni prima. In diminuzione anche il numero di bambini per coppia, circa 1,41 per donna.
Un quandro, quello offerto dal Rapporto dell’Istat sempre più scoraggiante. I bassi tassi di natalità, le condizioni di vita dei giovani e delle donne, uniti a un livello alto di longevità rendono l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo.
Un primato non certo esaltante per un paese che si vanta di essere “patria di santi, poeti, navigatori” e, da oggi, anche di vecchi.

Valentina Vanzini

13 febbraio 2012

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