Picco influenzale: 2,8 mln di italiani a letto

In questi giorni il picco influenzale ha raggiunto quota 2,8 milioni di italiani, solo nell’ultima settimana si contano oltre 570mila italiani costretti a letto per influenza. Sicuramente il grande freddo che sta colpendo l’Italia ha contribuito a far “decollare”.
L’osservatorio Influnet (Istituto Superiore di Sanità) che dal 17 ottobre scorso produce un bollettino sull’andamento della curva epidemica dell’influenza, ha rilevato alcuni dati davvero molto interessanti: 574.000 gli italiani sono rimasti a letto solo nell’ultima settimana, molti sono bambini. 

Ad esser maggiormente colpiti sono stati proprio i bambini al di sotto dei 5 anni. Osservando invece la situazione da un punto di vista geografico possiamo osservare come le regioni maggiormente colpite dall’epidemia siano state le Marche, la Campania e il comune di Trento.
Il virus ha dato preavviso del suo arrivo, come sempre, lasciandosi annunciare dai soliti sintomi: difficoltà respiratorie, dolori articolari e tosse.
Quest’anno, come detto a rendere ancora più alto il numero degli influenzati sono state le spaventose e paralizzanti ondate di gelo provenienti dalla Siberia: un gelo improvviso che ha occupato un ruolo di fondamentale importanza nel raggiungimento di tale apice.
Il Ministero della Salute, attraverso un trattato di prevenzione e controllo dell’influenza per l’anno 2011-2012, ha chiarito la maggior parte dei dubbi sorti in relazione al ripetersi di simili epidemie virali: “Alla base dell’epidemiologia dell’influenza vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie (emagglutinina e neuramminidasi), che permettono loro di aggirare la barriera costituita dall’immunità presente nella popolazione con esperienza pregressa di infezione; ciò spiega perché l’influenza possa ripetutamente colpire la popolazione e causare ricorrenti epidemie.”
È lo stesso trattato di prevenzione, inoltre, a precisare alcuni punti fondamentali in rapporto alla prevenzione dei suddetti virus influenzali, riportando delle norme di base come misura di protezione individuale: “Recentemente l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control)  ha valutato le evidenze sulle misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, ed ha raccomandato le seguenti azioni:
1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici).
2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani).
3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale.
4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).”
La settimana di fuoco per l’influenza stagionale si è dunque conclusa, ma le misure di prevenzione dovranno continuare ad essere rigorosamente osservate se non si vuol rischiare di rimanere a letto anche nei prossimi giorni.

a cura di Alessandro Giosi

9 febbraio 2012

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