Sicurezza: I poliziotti delusi invocano il diritto di sciopero

Stiamo vivendo un momento storico sociale molto particolare dove la parola d’ordine è rigore, per far quadrare i conti dello stato. Di pari passo stiamo affrontando un momento in cui la criminalità sta dando gravi problemi alla sicurezza delle nostre città. Non passa giorno che i media non segnalano il problema della sicurezza, sottolineando l’aumento della criminalità di strada, che fa  aumentare il senso di insicurezza in cui si trovano a vivere i cittadini. Basta guardare le grandi città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bari, Catania ecc. per avere conferma di ciò.

Il problema è serio e impone un approccio razionale, che non dia però spazio all’emotività, questo per evitare che gli eventuali rimedi non siano inappropriati o che facciano correre il rischio di  dare  “sicurezza” a scapito della libertà di tutti. In questo clima registriamo un malcontento delle forze dell’ordine che vedono caricarsi di nuovi compiti come ad esempio quelli derivanti dal decreto svuota carceri, senza però fornirgli le strutture e le risorse necessarie. Come possono conciliarsi le due cose, che invece sono incongruenti e contrastanti?

Se lo chiedono i poliziotti di Genova, attraverso il  sindacato UGL polizia di Stato che li rappresenta e in merito dicono: “Lo spirito che anima i Poliziotti va al di là della politica e delle varie strategie internazionali, oggi la dura realtà è che ci sentiamo soli ed abbandonati. Siamo divenuti l’anello debole da massacrare, l’ammortizzatore per le pulsioni sociali delle varie categorie che si sentono anch’esse deluse e amareggiata da una politica sempre più distante dalle esigenze del popolo. Oramai sono lacrime e sangue per i poliziotti, con un comparto sicurezza ormai al  collasso, che taglia e taglia senza una strategia sulla sicurezza, senza ascoltare il grido d’allarme che proviene dai suoi uomini migliori. Peraltro che importa se mancano uomini, mezzi, se i poliziotti vivono sull’orlo della poverta’, se sono costretti a rinunciare a stare vicino alla famiglia e i figli per coprire servizi che di fatto crescono a dismisura a fronte di un personale sempre più anziano e, demotivato e demoralizzato”.

Oramai la misura è colma dicono e non hanno altra scelta che la lotta sindacale, rilevando che: “Abbiamo un governo che produce norme che di fatto dimostrano l’inadeguatezza di chi le ha partorite, (Decreto “svuota carceri”). Ma questo modo di agire del governo documenta la mancanza di conoscenza del problema, oltre che una grande superficialita’, spostando solo il problema del sovraffollamento sulle spalle dei lavoratori della Polizia di Stato. Basta, è giunto il momento di tutelarci da soli chiedendo a gran voce che ai nostri diritti venga assegnato anche l’istituzione dello SCIOPERO, oramai unica e ultima forma di difesa per gli operatori di Polizia”

Poi per sdrammatizzare una situazione difficile, guardano al problema in chiave ironica-sarcastica dicendo: “Una riflessione è d’obbligo perchè non pensare di istituire il Poliziotto di cazzuola che, con tutina, cazzuola e pennello, potrebbero persino ristrutturare le camere di sicurezza e perchè no, magari effettuare anche le pulizie nelle Questure, nel rispetto della D.P.R. 81/08……”

Noi di 2duerighe ci siano fatti divulgatori di questo sfogo, augurandoci per il bene di tutti che possa essere raccolto dalle autorità preposte perchè possano affrontarlo nella giusta maniera, perchè dia dignità a chi lavora per dare sicurezza, un diritto di tutti anche in un paese in difficoltà, perchè non si può risparmiare su un bene così  prezioso e da non sottovalutare.

Sebastiano Di Mauro

1 febbraio 2012

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