L’era del Download è finita?

Nel 1999, l’incubo dell’industria musicale si chiamava Napster. Prima piattaforma di file sharing ( procedimento mediante il quale si scambiano file in rete), Napster ha rivoluzionato il modo di consumare la musica trasformandola in un mercato facilmente accessibile e completamente gratuito. Lo sgambetto all’industria musicale non poteva certamente essere tollerato visto l’importanza economica dell’affare e quindi Napster vede la fine dei suoi giorni nel 2011 su decisione giudiziaria dopo una lotta durata due anni.

La chiusura della piattaforma non ha prodotto però gli effetti sperati dalla giustizia in quanto la sua esistenza e rivoluzionaria idea ha contagiato altri programmatori in rete che hanno diffuso decine di siti simili sui quali per tredici anni il materiale musicale ma anche video come serie tv e film sono stati comodamente scaricati dagli utenti frequentatori di queste piattaforme. Il risultato ? Le vendite dei CD sono precipitate del 75% e le case discografiche hanno licenziato gran parte del personale e dei loro artisti. Gli ostacoli giudiziari e la polizia della rete, hanno avuto un effetto controproducente aumentando il traffico e la percentuale di materiale scaricato in rete. Un effetto Boomerang senza precedenti questo successo delle nuove piattaforme introdotte come Shareaza, Kazaa, Win MX, Morpheus e tanti altri. Ciò non può che costituire la prove ineluttabile che questo procedimento tanto temuto dalle Major discografiche e cinematografiche non morirà mai. Dopo la chiusura lampo per le sue modalità con l’arresto del fondatore Kim Dotcom prelevato nella sua residenza in Nuova Zelanda, Megaupload Limited è già stato sostituito in rete innescando una reazione a catena che si riprodurrà nel momento in cui un anello della stessa sarà interrotto nella sua attività. A questo punto però sorge spontaneo un interrogativo: perché preferiamo scaricare materiale illegale da questi piuttosto che fare la medesima cosa su una piattaforma legale? Perché è gratis direte voi o come direbbero gli agenti dell’FBI free. Ovvio, ma non è l’unica ragione. Non solo è gratis ma è più facile e si gode certamente di una scelta maggiore dato i vasti archivi che abbiamo a disposizione. Perché dunque pagare per un servizio di minor qualità ? La soluzione migliore per combattere tale sistema non è quella di chiudere progressivamente questi siti generando maggiormente le intenzioni degli smanettoni di riproporne altri sempre più efficienti ma proporre un servizio e un offerta legale più attraente, maggiormente accessibile meno cara, più esaustiva, più pratica e semplice nell’utilizzo. D’altronde la qualità del materiale scaricato illegalmente è pari se non migliore del prodotto originale. Il cinema ha la capacità e l’opportunità di fare la differenza sulla qualità del servizio, di poter proporre una visualizzazione in HD invece di quella 3d che ormai non ha più effetto sugli spettatori che preferiscono evitare di vedere i film in questa modalità preferendo la versione normale meno costosa. Se il mondo del cinema non vuole fare la stessa fine delle major dell’industria musicale dovrebbe cominciare a pensarci mentre per evitare la diffusione di questi sistemi sia l’industria cinematografica che musicale dovrebbero cominciare a ridurre i costi elevati a fronte di sistemi che forniscono e forniranno lo stesso materiale gratis.         

Manuel Giannantonio

30 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook