Perche’ la Confconsumatori ritiene non sufficienti i risarcimenti proposti da Costa Crociere

Mentre ci è giunta notizia  che è stata trovata la diciassettesima vittima, una donna peruviana di 26 anni, facente parte dell’equipaggio, continuiamo a interessarci dell’aspetto economico della vicenda, legato ai risarcimenti di cui vi avevamo già parlato col precedente articolo. Le novità arrivano, dopo una lunga e sofferta riunione, tenutasi il 27 gennaio scorso presso la sede di Astoi Confindustria Viaggi, al cui tavolo delle trattative si erano ritrovati i rappresentanti della Direzione Costa Crociere, i rappresentanti della Direzione  Confindustria Viaggi, il Direttore Generale Flavia Franceschini e l’Avv. Alessio Costantini e naturalmente le maggiori associazioni dei consumatori, aderenti al Cncu, Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, trovando un accordo per stabilire le somme da offrire ai naufraghi  quali risarcimenti.

 

L’accordo raggiunto dopo la concertazione è un importo forfettario di 11 mila euro a persona, quale indennizzo di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, comprensivi  della perdita del bagaglio, del disagio psicologico, della vacanza rovinata. Inoltre l’accordo prevede il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali, il rimborso dei trasferimenti e delle spese di viaggio sostenute per il rientro, nonché di eventuali spese mediche e delle spese sostenute durante la crociera.  Tali importi – dice la Costa Crociere – sono forfettari e superiore ai limiti risarcitori previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi vigenti,  aggiungendo che verranno riconosciuti indipendentemente dall’età del passeggero. Prevista anche la restituzione dei beni custoditi nelle casseforti delle cabine, qualora ne sia possibile il recupero. La proposta non riguarda le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti, perchè per loro l’indennizzo terrà conto della gravità del danno subito caso per caso.

Nel frattempo sei passeggeri della Concordia hanno presentato a Miami una denuncia contro la Carnival e Costa Crociere, avanzando una richiesta di maxi risarcimento: 460 milioni di dollari. Il loro avvocato ha spiegato che la ragione di questa azione legale,  avviata in un tribunale di Miami, riguarda la “negligenza del marittimo”.

La  Confconsumatori, pur avendo partecipato all’incontro, coerente alle scelte dei giorni scorsi, che l’avevano portata a costituirsi parte civile, non ha sottoscritto l’accordo per una serie di motivi, primo fra tutti, l’impegno per le  associazioni e per passseggeri di rinunciare a costituirsi parte civile nel processo, poi perchè l’accettazione della proposta sarebbe a saldo delle somme offerte ed infine per  la valutazione dell’equità/congruità delle quali Confconsumatori chiede il concorso di periti esperti.

Secondo la Confconsumatori la proposta di accordo deve essere ben ponderata, soprattutto in relazione all’accertamento delle responsabilità, tutt’ora in corso, e pertanto si riserva di valutarla, nell’esclusivo interesse dei passeggeri danneggiati, i soli ad avere i  diritto di decidere.

Si rammenta che l’associazione ha  predisposto, un modello di lettera di risarcimento disponibile anche in inglese, accompagnato da precise istruzioni per i passeggeri coinvolti, scaricabile gratuitamente dal sito www.confconsumatori.it

 

Ufficio Stampa CONFCONSUMATORI

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Sebastiano Di Mauro

29 gennaio 2012

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