Acqua alta a Venezia: pronta la soluzione

Venezia da sempre con i suoi caratteristici vicoletti, le lagune e un atmosfera quasi surreale a metà tra il fantastico e il reale è una delle città che il mondo ci invidia. Risorsa importante, soffre di un male da troppi anni: il così detto fenomeno “acqua alta”. Tanti e forse troppi i disastri a cui abbiamo dovuto assistere nel corso di questi anni e i disagi per i cittadini e i turisti non sono mai stati pochi.

Il fenomeno è stato ed è tuttora studiato alla ricerca di una soluzione a salvaguardia di questo patrimonio.
La risposta c’è ed arriva dall’università di Padova, dove un team guidato dal professor Gambolati, sta studiando il fenomeno Veneziano. 
La novità, rispetto a quanto proposto in precedenza dallo stesso professore consiste nel fatto che ora il sottosuolo veneziano è stato studiato nei minimi dettagli fino a 1000 metri di profondità. Obbiettivo di questi studi è quello di “sollevare” nel vero senso della parola la città lagunare attraverso iniezioni di acqua marina in profondità nel sottosuolo attraverso dodici pozzi che verranno dislocati lungo tutta la città. Attraverso queste iniezioni in una profondità compresa tra i 650 metri e i 1000 si potrebbe ottenere un rigonfiamento uniforme che porterebbe i calli e campielli 25-30 cm più in alto rispetto al loro livello attuale.
Dalle dichiarazioni del professore emerge anche un’altra novità importante, questa operazione per cosi dire contro natura non porterebbe alcun scompenso nella struttura geologica. Scongiurati quindi eventuali cedimenti o crolli per il patrimonio della città che resterebbe cosi intatto.
I dodici pozzi verrebbero distribuiti lungo la circonferenza della città.  Nel corso di 10 anni si stima che verranno iniettati circa 150 milioni di metri cubi di acqua che andando a inserirsi nelle fessure farebbero alzare la città di circa 20-30 cm.
I costi sono compresi tra 200 e 300 milioni di euro, tenendo presente che il Mose (le dighe mobili attualmente in costruzione) sono costate finora 5 miliardi. Questo progetto di sollevare Venezia non è “in contrasto con quello del Mose” precisa il professore, «ma complementare».
A tal proposito i lavori del sistema Mose non sono ancora terminati ma sono fino ad oggi giunti al 70% circa e la loro fine è prevista per il 2015 . E’ possibile ipotizzare che i lavori di questa nuova soluzione possano partire solo dopo la conclusione progetto ancora in corso.

Stefano Pierro

15 gennaio 2012

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