Ballarò Vs DiMartedi: la sfida

Ballarò Vs DiMartedi: la sfida

BallaròL’attesa è finita. Questa sera in prime time su Rai3 e su La7 il pubblico televisivo, inevitabilmente si dividerà. Chi sceglierà? L’interrogativo parte da una grande curiosità per la scelta di affidare una trasmissione collaudata come Ballarò ad un esterno ed anche un esordiente, se così si può definire, Massimo Giannini.

Andrea Vianello, direttore di Rai3, dopo la migrazione del duo Floris-Crozza su La7, ha, intelligentemente o furbescamente, pensato che affidare la conduzione del programma di maggior successo della rete senza cambiare lo stile ed i contenuti ma solo il moderatore, fosse come ricalcare le orme del precedente anchorman e, quindi, in partenza un programma destinato al fallimento visto che lo scorso anno, con Floris , aveva perso un milione di spettatori.

Ma mettere sotto contratto un “esterno” ha scatenato una bagarre di polemiche. In primis quella dell’Usigrai, che a più riprese ha contestato la scelta di Vianello. Il fatto poi che Giannini, già etichettato come “penna rossa”, quindi un giornalista palesemente schierato a sinistra, fosse al comando di una trasmissione dai contenuti politici e sociali, è stato contestato in ogni dove. Il web è impazzito di commenti e articoli, specie quello di Facci al limite dell’insulto, ed in ultimo anche la dichiarazione di Roberto Fico, Presidente della Vigilanza RAI in quota al MS5 il quale, sostenendo la tesi dell’Usigrai, sostiene che quella di Giannini sia stata una scelta incomprensibile, sia perché di bravi giornalisti la Rai è piena, sia per il costo sostenuto dalla Rai stessa poiché il conduttore ed il suo staff potrebbero costare alla tv pubblica circa un milione di euro.

L’algido Giannini però, (lui giura di essere simpatico), con la sua militanza ultraventennale nel mondo del giornalismo, ha acquisito tale esperienza da non farsi intimidire o spaventare. Ha le idee chiare. Stravolgendo il format precedente, la nuova Ballarò sarà la sua Ballarò.

Nuova la grafica, nuova la sigla, anzi rimane la stessa ma riarrangiata da un grande musicista quale Ivano Fossati, nuovo il sondaggista, Pagnoncelli infatti ha seguito anche lui Floris a La7, quindi la scelta è caduta su Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia di Berlusconi; una rubrica fissa affidata ad Ilvo Diamanti che sceglierà la parola della settimana e la commenterà, nuovo il comico, anzi i comici perché cambieranno ad ogni puntata e per la prima serata sarà presente un sempre scintillante ed imprevedibile Roberto Benigni. Polemica anche per questa scelta per il cachet del comico toscano, il quale parteciperà gratuitamente e non in veste propriamente di comico, quindi non una striscia alla Crozza ma un’intervista-show.

Il programma inizierà con un editoriale, che il timido Giannini definisce “il punto di quello che è successo della settimana appena trascorsa”. Un ospite per puntata poi, senza la corsa ad accaparrarsi l’uno o l’altro perché Giannini  non vuole fare “la caccia allo scalpo” anzi dice “Mi tiro fuori dalla corrida per aggiudicarsi gli ospiti come trofei, la differenza non la fa chi porti in studio, ma le notizie che trovi nei servizi esterni”. Basta “con le verità di comodo, con il palazzo che si specchia e si racconta a modo suo”. Più servizi esterni e collegamenti in diretta ma non con “le piazze urlanti. Lo sfogatoio populistico ha fatto il suo tempo”.

Altra novità l’inserimento della serie “Il candidato” una fiction in episodi da sette minuti ciascuno collocata dopo l’ultima fascia pubblicitaria e prima del segmento conclusivo della trasmissione. Protagonista Filippo Timi con la regia di Ludovico Bessegato racconta la corsa alla guida del Paese da parte di Piero Zucca, uomo semplice e senza esperienze politiche e proprio per questo scelto dal suo partito che lo plasma per utilizzarlo a proprio uso e consumo.

Ad aiutare Giannini sarà presente una squadra di tutto rispetto, a cominciare dal regista Maurizio Fusco ed agli autori Francesco Caldarola, Vladimiro Polchi, Gennaro Caravano e Martina Cecchi de Rossi assieme ai redattori ed agli inviati.

Insomma Giannini, raffinata penna del giornalismo italiano, vuole far suo questo programma, ritenendo giunto il momento di dire la verità. “Diciamoci la verità” è la frase che pronuncia alla fine dello spot televisivo. Sarà un’impresa ardua ma il momento per affrontare i mali che affliggono il nostro paese, giunto ad un punto di non ritorno, è obbligatorio. Evidenziare i mali e cercare di trovare soluzioni non è compito suo ma può e deve essere suggerimento, “raccontare i problemi veri del Paese indicando una via d’uscita”.

Giovanni Floris invece ha già iniziato la sua nuova avventura lunedì 8 settembre su La7 con il preserale Diciannovequaranta, appuntamento quotidiano di quindici minuti in cui si commenta la notizia del giorno con l’aiuto di Nando Pagnoncelli. Il debutto è cominciato un po’ in sordina con ascolti intorno all’1,80 di share.

La vera novità di La7 sarà però DiMartedì che andrà a scontrasi proprio con la sua, ormai ex, Ballarò. Floris ha arruolato quasi tutto il suo vecchio team, a cominciare proprio da Pagnoncelli per continuare con Crozza a cui sarà riservata la sua esilarante copertina. Non si porterà dietro però il suo prezioso share, quel 13% di pubblico che costituiva il suo zoccolo duro di telespettatori che si contenderà proprio con Giannini.

I due si sono scambiati parole di stima ed auguri vicendevoli ma la partita avrà inizio proprio stasera e la lotta sarà dura perché come dice Giannini “sarà una maratona” e vincerà chi non si farà sorprendere col fiato corto a metà corsa.

Una competizione tutta a favore dei telespettatori, se manterranno le loro promesse ed il loro impegno con il talento che li contraddistingue, sarà un bel vedere.

Flavia Cataldi

16 settembre 2014

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