Strisce blu: per la Cassazione il verbale è nullo senza aree di sosta gratuita nelle vicinanze

Strisce blu: per la Cassazione il verbale è nullo senza aree di sosta gratuita nelle vicinanze

corte-cassazioneROMA – La Corte di Cassazione con un’ordinanza, che farà discutere, ha sancito la nullità del verbale se il Comune non prova l’esistenza di aree di sosta gratuita nelle vicinanze di quelle a pagamento.

Questa sentenza rappresenta un duro colpo per quelle amministrazioni comunali che pensando di far cassa facile con le “strisce blu”, hanno letteralmente invaso le aree urbane da nord a sud del Paese.
L’importante ordinanza numero 18575 è stata pubblicata in data di ieri 3 settembre dalla Corte di Cassazione, sesta sezione civile, e questo renderà più semplice per gli automobilisti ottenere l’annullamento della multa per non avere corrisposto il prezzo del “grattino” nelle zone di sosta a pagamento.

Spetta al Comune dover provare l’esistenza di aree a libera sosta nelle vicinanze e non al “multato”. Nel caso di specie i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una donna sanzionata per aver parcheggiato nell’area a pagamento senza esporre il tagliando, in quanto per gli ermellini è onere del Comune produrre in giudizio le ordinanze che regolamentano la sosta nell’area: “«nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di infrazione del codice della strada, grava sull’autorità amministrativa opposta, a fronte di una specifica contestazione da parte dell’opponente, che lamenti la mancata riserva di una adeguata area destinata a parcheggio libero, la prova della esistenza della delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art.7 comma 8 C.d.S.”.

Con questa sentenza della suprema Corte è stata ribaltata la sentenza di merito che aveva rigettato il ricorso della cittadina che lamentato l’inesistenza di zone gratuite contigue a quelle a pagamento.

REDAZIONE
4 settembre 2014

 

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