Vertice ”salva-euro”, unione di bilancio: aderiscono tutti tranne la Gran Bretagna

Il vertice odierno che doveva servire per accordare i paesi membri dell’Unione Europea sulla modifica dei trattati per poter far fronte all’attuale crisi economica si è conclusa nel peggiore dei modi. Difatti solo 23 paesi hanno dato il loro voto favorevole a questi provvedimenti, si tratta di 17 Paesi della zona euro più altri sei Stati, decisivo il no di Londra che si è detta contraria alla modifica dei trattati.

Salta così l’accordo a 27, ovvero l’Europa si divide in due parti, a due velocità come ha affermato il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha usato parole molto dure nei confronti dell’Inghilterra definendo inaccettabili le richieste del premier inglese David Cameron: «Abbiamo avuto un dibattito approfondito e difficile sulla forma giuridica da dare alla riforma dei Trattati e attuare le riforme. Ma non è stato possibile procedere a 27 e quindi abbiamo deciso di andare avanti con un accordo intergovernativo tra i 17 Paesi della zona euro aperto a chi vi vorrà partecipare».

Per Sarkozy è necessario che l’Europa avanzi verso una maggior unione non solo che disciplini il bilancio fiscale ma anche l’unione economica, proprio per questo la Gran Bretagna si è detta contraria alle riforme che si volevano attuare, Cameron ha chiesto difatti un protocollo allegato al trattato per esonerare la Gran Bretagna dall’applicazione delle regole sui servizi finanziari, richiesta secondo Sarkozy inaccettabile poiché è stato proprio questo il settore che ha causato l’attuale crisi economica.

La stampa inglese ha commentato in queste ore duramente la decisione di Cameron, per i media britannici questa spaccatura ha solo creato attriti che non sono utili ed hanno contribuito ad isolare il paese.

Cameron ha così replicato a Sarkozy ed ai media inglesi: «Noi non rinunceremo mai alla nostra sovranità. Se non si riescono a contenere gli eccessi all’interno di un Trattato, meglio restarne fuori».  Questa è una decisione difficile ma buona. Ciò che è uscito da questo vertice non era nell’interesse della Gran Bretagna, quindi non l’ho accettato, non potevo presentare questo nuovo trattato al nostro parlamento». Riferendosi all’apertura dei mercati ed al libero scambio Cameron ha poi aggiunto che è suo compito tutelare: «gli interessi britannici in ambito Ue» come il libero scambio e l’apertura dei mercati».

Il vertice è durato in totale dieci ore, i 17 stati che hanno aderito alle riforme hanno raggiunto un accordo sull’unione di bilancio che si basa su vincoli più stretti che puntano ad un pareggio dei bilanci degli stati, è previsto nell’accordo difatti uno sforamento strutturale massimo del 0,5% del Pil. Inoltre si punterà ad aumentare la disponibilità del Fondo monetario internazionale fino a 200 miliardi di euro. Proprio Sarkozy ha annunciato che sarà sarà la Banca Centrale Europea ad amministrare il fondo Salva Stati. Si è detto soddisfatto della notizia Mario Draghi, il presidente della Bce, che ha dichiarato: «Si è arrivati a conclusioni che saranno dettagliate e attuate nei prossimi giorni siamo vicini all’accordo per il patto fiscale, una buona base per una disciplina nella politica economica dei paesi membri».

La Merkel ha affermato che quello raggiunto è un “buon risultato”: «Ho sempre detto che i 17 Paesi dell’Eurozona devono recuperare credibilità. E credo che con la decisione di oggi questo possa essere ottenuto, e lo sarà. Penso che dopo un lungo negoziato questo sia un risultato molto, molto importante, perché abbiamo imparato dal passato e dagli errori, e perché in futuro ci saranno decisioni e regole più vincolanti, più influenza della Commissione europea, più comunità e con questo maggiore coerenza».

Il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy ha dichiarato che le decisioni prese quest’oggi serviranno per: “Rafforzare le nostre regole sulle procedure d’infrazione per lo sforamento del deficit rendendole più automatiche. Significa anche che ogni stato membro dovrà sottoporre il proprio piano di bilancio alla Commissione europea”.

Sta però di fatto che l’Europa ha quest’oggi subito una spaccatura che potrebbe per molti economisti avere ripercussioni molto gravi sulla nostra economia, c’è chi già dice che si potrebbe rischiare una crisi maggiore di quella del 2008.

Dopo le dieci ore di trattative si può dire che gli accordi sono stati più che limitati, le modifiche Trattato istitutivo dell’Ue, se e quando verrà effettuato sarà di interesse solo i soli Stati della zona euro e quanti vorranno volontariamente aggregarsi. Ciò rappresenta per l’Unione Europea una prima storica “inflessione”, mai prima d’ora di fatti gli stati dell’Unione si erano travati in così gran contrasto. Necessario per il bene dell’Ue resta però la coesione tra i vari stati che la compongono. L’Europa, unita, conta mezzo milioni di abitanti e solo insieme i vari stati europei potranno competere con nazioni come l’India, la Cina ed il Brasile, in continuo sviluppo. Da sole le nazioni europee non potranno di certo far fronte ad un concorrenza di tale portate. Il futuro delle’Europa quindi sta proprio nell’unione, non solo economica e politica, a sopratutto sociale e culturale.

 

aggiornamento delle ore 21:00

Alla fine solo la Gran Bretagna dice no al nuovo accordo intergovernativo, da affiancare al trattato Ue, per un’unione di bilancio con regole più stringenti. Il nuovo trattato, comunica il presidente Ue Herman van Rompuy firmato entro marzo: 26 stati membri si sono dichiarati pronti ad aderire, mentre altri 9 altri 9 hanno accettato di prendere a favore della stabilità finanziaria della moneta unica. Van Rompuy ha poi aggiunto che il nuovo trattato nascerà «con un’ampia consultazione con tutti gli attori, in particolare il Parlamento europeo. Avremmo preferito un cambiamento a 27 ed abbiamo cercato di perseguire questa strada, ma siccome ciò non è stato possibile ne abbiamo dovuto prendere un’altra. È un peccato».
Solo la Gran Bretagna quindi al termine della giornata si è detta contraria a questi provvedimenti. Intanto la stampa inglese continua ad attaccare Cameron, l’Europa a due velocità annunciata da Sarkozy questa mattina è già “scomparsa” ora vi è più un Europa che tenta di trovare accordi comuni agli interessi di tutti ed una Gran Bretagna che cercando di preservare il suo benessere rischia, forse, di rimanere indietro.

 

Inotre è stato quest’oggi annunciato che a partire da luglio 2013 la Croazia sarà il 28esimo paese ad entrare a far parte dell’Unione Europea.

di Enrico Ferdinandi

 

9 dicembre 2011

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