Fiorello mattatore: 50,23% di share

Si è concluso ieri, con la quarta puntata, #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, lo show che ha decretato l’ennesimo successo di Fiorello consacrando il mattatore siciliano come presentatore da cifre record.
Sono stati ben 13 milioni e 401 mila gli spettatori che hanno seguito la puntata conclusiva del varietà che fin dalla sua prima messa in onda aveva registrato ascolti altissimi imponendosi sul resto del palinsesto; nessuno ha potuto competere, neanche trasmissioni piuttosto seguite dal pubblico come Grande fratello, capace sempre di portare a casa un discreto risultato, seppure quest’anno registri una “crisi” rispetto alle precedenti edizioni.

Lorenza Lei, direttore generale della Rai, si è, ovviamente, dichiarata molto soddisfatta del risultato raggiunto:  con il suo 50, 23% di share lo spettacolo di Fiorello entra ufficialmente nella storia della Radiotelevisione Italiana raggiungendo ascolti da finale di Sanremo.
La puntata di ieri deve il suo successo alla presenza di ospiti molto amati dal grande pubblico: in apertura Jovanotti, presenza imprescindibile in quanto autore della canzone che ha ispirato il titolo del programma, e l’attesissimo Benigni, capace di attrarre ben 16 milioni di spettatori. Altre presenze gradite quelle dell’étoile Roberto Bolle, della cantante Malika Ayane e di Pippo Baudo, rappresentanti, ciascuno a suo modo e nella propria disciplina, di talento e eleganza.  
La puntata di ieri si è svolta secondo la struttura a cui lo showman e i suoi autori ci avevano abituato nelle tre serate precedenti, evidentemente scaletta che vince non si cambia. Qualche riferimento all’attualità, alla crisi e alla manovra “lacrime e sangue”, l’ormai noto ma sempre divertente intervento sui “pischelli”, la tradizionale irruzione del superveloce vampiro Edward, stavolta accompagnato dal fratello Jasper-Jovanotti, il tormentone “Beppe! Beppe!” inaugurato nella terza puntata con, appunto, Beppe Fiorello sempre in procinto di morire nelle sue innumerevoli fiction.  
Una serata forse un po’ meno bon ton e un po’ più politicamente scorretta del solito, merito dell’“inno del corpo sciolto” di Benigni, canzone goliardica che ha per oggetto la materia meno nobile dell’essere umano, e i numerosi riferimenti al preservativo, parola offlimits, impronunciabile, secondo la fantomatica circolare della Rai di cui si è parlato in questi giorni. L’appena trascorsa giornata mondiale contro l’aids rendeva oltremodo ridicola la questione della censura terminologica e Fiorello ha saputo deriderla approfittando  dell’occasione per coniare un termine nuovo, sinonimo dell’impronunciabile: il “salva la vita pischelli”.
Nonostante il successo clamoroso della trasmissione, non sono mancate le puntuali critiche. Inaugurate dalla Guzzanti “rosicona”, che ha innescato un botta e risposta con il presentatore attraverso l’ormai usatissimo Twitter, le polemiche hanno accompagnato tutte e quattro le puntate dello spettacolo di Rai1, tacciato soprattutto di essere noioso, poco originale e privo di idee nuove. Posto che tali giudizi rientrano inevitabilmente nel dominio del gusto personale, occorrerà però riconoscere a Fiorello una capacità non comune di reggere quasi tre ore di diretta grazie a un indiscutibile carisma e senza il facile ricorso alle imitazioni e ai personaggi, da sempre punti di forza dell’attore siciliano.

6 dicembre 2011

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