Anche Francesco scomunica: provvedimento per la fondatrice di Noi siamo Chiesa

Anche Francesco scomunica: provvedimento per la fondatrice di Noi siamo Chiesa

ordain-womanMisericordia va bene… Ma c’è un limite a tutto e così papa Francesco per salvaguardare la dottrina cattolica sull’ordine sacro e l’Eucarestia è stato costretto a scomunicare i coniugi  Martha Heizer e Gert, cofondatori della “Wir sind Kirche” (Noi siamo Chiesa), una organizzazione cattolica ultra progressista, estremamente critica verso il magistero e la prassi della Chiesa, che ha dato filo da torcere al papa emerito, Benedetto, e all’episcopato d’oltralpe.

Il motivo della condanna pontificia e della mano pesante usata da Bergoglio?

Heizer, presidentessa di “Noi siamo chiesa”, 67 anni e già insegnante di religione a Innsbruck, celebra regolarmente la messa nella sua casa di Absam, piccolo comune nei pressi del capoluogo tirolese. La teologa è infatti fautrice di un rinnovamento a 360 gradi della dottrina: nel 1995 pubblicò, insieme a Thomas Plankesteiner un un“Appello dal popolo di Dio” rivolto alla gerarchia della Chiesa per chiedere proprio l’introduzione del sacerdozio femminile, una maggiore democrazia, l’abolizione del celibato dei preti e l’aggiornamento della morale sessuale ai costumi contemporanei.

Così il vescovo di Innsbruck, Manfred Scheuer , si è fatto latore del decreto di Roma pontificio di scomunica. Nella fattispecie la donna, officiando l’eucarestia, per la Congregazione per la dottrina della fede, ex Santo Uffizio, ha commesso uno dei delitti più gravi, delicta graviora,nei quali rientrano la pedofilia e la rottura del segreto confessionale.

Ci indigna profondamente il fatto di ritrovarci nella stessa categoria dei preti colpevoli di abusi. Ma siamo amareggiati soprattutto perché non conosciamo un solo caso in cui un colpevole di abusi sia stato scomunicato. (…) Non abbiamo accettato il decreto, ma al contrario lo abbiamo respinto. Non abbiamo mai accettato il processo nella sua struttura e conseguentemente non accettiamo neanche la condanna. Continueremo a impegnarci con maggior forza per la riforma della Chiesa cattolica. Proprio questo modo di procedere mostra con quanta urgenza essa abbia bisogno di un rinnovamento”: questo il commento di Martha Heizer non sembra molto pentita e dispiaciuta del provvedimento papale.

Cristian Cavacchioli
23 maggio 2014

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