C’eravamo tanto amati: gli Italiani 40 anni fa dissero sì al divorzio

C’eravamo tanto amati: gli Italiani 40 anni fa dissero sì al divorzio

13-magCorreva l’anno 1974 e quel lunedì 13 maggio di quarant’anni fa si chiudevano le urne per il primo referendum abrogativo della storia repubblicana.

Gli antidivorziosti (Dc, Movimento sociale, Comitati civici, Südtiroler Volkspartei, Partito democratico italiano di Unità monarchica, Cl) avevano chiamato alle urne gli Italiani per dire no alla legge Fortuna – Baslini (rispettivamente socialista e liberale) che aveva introdotto nel 1970 il divorzio in Italia con 319 voti favorevoli su 605 votanti. Agli Italiani, però, il divorzio andava bene: 19 milioni 138mila 300 dissero no (59,26 %) e 13 milioni 157mila 558 si (40,74 %).

Socialisti, comunisti, repubblicani, liberali e radicali salutarono l’ingresso dell’Italia nella modernità…

Fanfani e la Chiesa dopo una virulenta e martellante campagna sulla famiglia che faceva ricordare quella del gesuita Padre Lombardi, il microfono di Dio, che nel 1946 si scagliava sul libero amore del Manifesto Comunista, dovettero constatare che l’Italia non era più un paese rurale, arroccato ai valori della tradizione e al facolare domestico: la secolarizzazione era dilagata nel Bel Paese.

In gioco non c’era solo la possibilità dello scioglimento del matrimonio: era uno scontro di ideologie, di visioni diverse, questione stantis vel cadentis! Gli slogan e gli spot di entrambi le parti davano l’idea della lotta e del clima caustico.

E dopo la 40 anni ci risiamo: la lotta è questa volta per il divorzio breve o lampo! Ma i tempi sono proprio mutati.

A prescindere dalle idee rimangono le storie vissute, fallimenti di vite e sogni infranti di figli, donne e uomini! Rendere i matrimoni più consapevoli, sarebbe un altro passo avanti di civiltà!

Cristian Cavacchioli
14 maggio 2014

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