Paolo VI sarà beato in autunno

Paolo VI sarà beato in autunno

paoloVISembra ufficiale, il prossimo 19 ottobre a conclusione del Sinodo dei Vescovi, un altro papa salirà agli onori degli altari. Dopo le due canonizzazioni, con presenze record, dei papi del popolo, Giovanni XIII e Giovanni Paolo II, sarà la volta di Paolo VI che diventerà beato (Benedetto XVI ne aveva già riconosciuto le “virtù eroiche” il 20 dicembre 2012)

Il dicastero per le Cause dei Santi ha confermato che la guarigione inspiegabile di un feto è un miracolo da attribuire all’intercessione di papa Montini. Così il cardinale Angelo Amato si potrà recare da Francesco per la promulgazione del decreto di beatificazione.

Il nuovo beato è un papa sconosciuto, raffinato e colto, quasi dimenticato dalle folle, di cui pochi hanno compreso fino in fondo il suo dramma e la croce che gli caduta addosso: traghettare la chiesa nel travaglio della stagione conciliare e dell’immediato post concilium.

Giudicato troppo aperto dai curiali (già Pio XII lo esiliò sulla cattedra di Ambrogio e Carlo Borromeo a Milano) e dai conservatori e troppo tradizionalista dai teologi della nouvelle theologie, come un timoniere in tempesta ha dovuto affrontare i marosi degli scismi eclatanti dei Lefebvriani e quegli silenziosi ma continui del mondo moderno e completamente secolarizzato.

Raramente un’enciclica papale è stata tanto contestata come l’Humanae Vitae, pubblicata il 25 luglio 1968 (in piena contestazione giovanile) in cui si ribadiva la condanna dell’aborto, della contraccezione e l’indissolubilità del matrimonio.

Il 6 agosto del 1978, pochi mesi dopo dell’attentato dell’amico di sempre Aldo Moro, se andava in silenzio, in punta di piedi: piazza S. Pietro vuota nella calura romana.

Cristian Cavacchioli
10 maggio 2014

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