Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: la camera ha detto sì

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: la camera ha detto sì

centisimiI centesimi costano troppo.

Quelle piccole monetine da uno e due centesimi che spesso danno più intralcio che altro nel nostro portamonete alla Zecca dello stato sarebbero costate 362 milioni di euro, un prezzo superiore al valore degli spiccioletti di rame che ammonterebbe a 174 milioni

Per fabbricare, infatti, un centesimo ce ne vogliono quattro e mezzo, poco più di cinque per i due centesimi e cinque e tre quarti per i più utili cinque centesimi. Finora sono stati coniati 2,8 miliardi di monete da un centesimo, 2,3 miliardi di monete da 2 cent e circa 2 miliardi di monete da 5 centesimi.

Così la Camera ha approvato la mozione di Sinistra Ecologia e Libertà (appoggiata anche da deputati Pd, Scelta Civica e M5S) che apre la strada all’abbandono dei cosiddetti ramini.

Il deputato Sel, Sergio Boccadutri , firmatario della mozione, ha dichiarato che “si tratta di un signoraggio negativo”: le monetine costano troppo e spesso si perdono (il 70%) e necessitano di una nuova produzione.

In ogni modo non siamo i soli in Europa: alcuni paesi come la Finlandia e i Paesi Bassi hanno già arrestato il conio e detto addio ai centesimi e anche la Bce sta seriamente pensando di abolire i centesimi di euro.

Non tutti però sono d’accordo! Il deputato grillino Manlio di Stefano ha definito il provvedimento “una cazzata” e che ben altri sono i problemi e le priorità.

Anche la Federconsumatori e l’ Adusbef sono contrari e perplessi per il rischio reale arrotondamenti speculativi al rialzo sempre sfavorevoli ai cittadini.

Cristian Cavacchioli
10 maggio 2014

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