Il Papa ai mafiosi: “Per favore, convertitevi”

Il Papa ai mafiosi: “Per favore, convertitevi”

papa-ai-mafiosiDove vanno i mafiosi dopo la morte? Per i teologi “dell’inferno vuoto”, dell’apocatastasi finale per intenderci, tutti in paradiso dopo un lungo periodo di purificazione.

Rimane, tuttavia, il dissenso di un Dostoevskij che nel suo romanzo, I fratelli Karamazov,protesta perché i malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non potranno sedere indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato.

Il papa Francesco, invece, non ha dubbi: all’inferno se non si convertono!

Così al termine della veglia per le vittime di mafia il Papa che ha presieduto il rito nella chiesa di San Gregorio VII, insieme a don Ciotti, fondatore di Libera, e al parroco padre Paolo, ha gridato il suo appello “papale papale” ai mafiosi, un monito senza mezzi termini e che esime dalla fatica di dover interpretare il suo pensiero: “Uomini e donne di mafia, per favore cambiate vita! Convertitevi, fermate di fare il male! Noi preghiamo per voi: convertitevi ve lo chiedo in ginocchio è per il vostro bene… Questa vita che vivete non vi darà felicità, gioia. Potere e denaro che avete adesso da tanti affari sporchi, dai crimini mafiosi sono denaro insanguinato, non potrai portarlo all’altra vita. Poi il Pontefice ha concluso: “Convertitevi c’è tempo per non finire nell’inferno, che è quello che vi aspetta se non cambiate strada! Avete avuto un papà e una mamma pensate a loro e convertitevi”.

Il grido di Francesco sicuramente ha evocato nella mente anche quello dirompente di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi quando richiamò a conversione i mafiosi perché imminente il giudizio di Dio o la riflessione più pacata ma non meno incisiva di Benedetto che proprio a Palermo invitava a non cedere alla suggestioni della mafia, che è “una strada di morte”

Erano presenti alla veglia, il presidente del Senato, Pietro Grasso, la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi e il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Pensavamo di incontrare un padre, abbiamo trovato un fratello, fratello Francesco”, ha commentato don Luigi Ciotti che ha ricordato inoltre che l’elenco delle vittime della mafia è lungo, molto lungo e conta 80 bambini.

Cristian Cavacchioli
23 marzo 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook