Trafugato affresco da domus a Pompei

Trafugato affresco da domus a Pompei

Quod non fecerunt barbari, Barberini fecerunt!

affresco-domus-pompeiÈ il caso di dirlo per Pompei che in questi ultimi tempi è sotto i riflettori di tutto il mondo perché sta cadendo letteralmente a pezzi. Oltre il tempo che tutto corrode e la cattiva manutenzione dei siti archeologici ora anche i ladri fanno la loro parte per rovinare la città, sepolta dal Vesuvio.

Nella domus di Nettuno degli scavi archeologici di Pompei, nei pressi del vicolo di Modesto in un’area sotto sorveglianza del “Grande Progetto Pompei” è sparito, infatti, un frammento dell’affresco di Artemide, raffigurante la dea con Apollo.

Il furto è avvenuto lo scorso 12 marzo ma solo in queste ore si va diffondendo la notizia, riserbo tenuto per non intralciare le indagini.

affresco-domus-pompei2Il custode l’altra mattina, accortosi dell’accaduto, ha dato subito l’allarme. La direttrice degli scavi Grete Stefani ha denunciato il furto ai carabinieri che hanno constato che il frammento raffigurante Artemide di 20 centimetri di diametro è stato prelevato da mani esperte e subito sono partite le indagine che come si legge in una nota ufficiale serviranno per reperire tutte le informazioni utili per ricostruire esattamente le dinamiche del furto, per acquisire le informazioni sulle attività di vigilanza del personale di custodia, per visualizzare le riprese delle telecamere del sito archeologico.

Anche il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha avviato un’indagine interna per fare luce sull’accaduto.

A caldo non sono mancate le prime reazioni bipartisan del mondo politico come quella di Gasparri che ha commentato così la notizia: Ora siamo all’assurdo. Dopo i crolli, che sparisca un affresco da Pompei, rubato dalla Domus di Nettuno, è incredibile. Purtroppo la notizia sta facendo il giro del mondo e ridicolizza un intero Paese” e quella del senatore Andrea Marcucci (Pd), presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama: “Le norme e i finanziamenti ci sono, Pompei muore di ritardi, di incuria e di burocrazia. Serve un piano drastico: ci sono 6 milioni di euro per estendere la videosorveglianza ancora non spesi, il regolamento impedisce l’ingresso ai visitatori con borse e zaini”.

Cristian Cavacchioli
18 marzo 2014

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