USA: crollo degli studi umanistici, le facoltà si svuotano

USA: crollo degli studi umanistici, le facoltà si svuotano

studi-umanisticiTempi duri per gli studi umanistici, soprattutto negli Usa (-50%) dove le iscrizione nelle facoltà letterarie sono a caduta libera anche nelle famose sedi di Harvard  e Yale…Si preferiscono soprattutto in tempo di crisi Università che immettano subito nel mondo del lavoro.

Se questo è vero in generale, per la storia dell’arte è ancora peggio: la materia sembra essere caduta in grande discredito. Così non pare proprio strano che nella patria di Michelangelo la storia dell’arte è stata drasticamente ridotta nei programmi scolastici (riforma Gelmini) ma oltre oceano le cose non vanno meglio se il Presidente Obama in visita in un impianto General Electric ha candidamente affermato che i ragazzi dovrebbero imparare i lavori manuali e che vanno incoraggiati in questa direzione, perché pagano bene e spesso sono più utili di una laurea in storia dell’arte.

E non è il solo. Pare che il giudizio sulle lettere e le belle arti sia bipartisan: il repubblicano ex sindaco di New York,  Michael Rubens Bloomberg ha il medesimo pregiudizio sulle lauree umanistiche e qualche tempo fa non ha esitato a dire come lo studio sia una bella cosa ma in questi tempi è meglio fare l’idraulico.

“È terribile, si dimentica che i più grandi innovatori del paese hanno lauree umanistiche” rimprovera in un comunicato ufficiale il direttore esecutivo dell’Art Association, Linda Downs. Reazione che si unisce al coro di voci che si sono levate contro il Presidente.

Ma per l’homo tecnologicus e pragmatico l’arte è inutile ma ignora proprio che questa inutilità è il segno della bellezza che può salvare il mondo.

Cristian Cavacchioli
21 febbraio 2014

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