Facebook, 600 mila furti di identità al giorno

Si va dal ragazzino che si impossessa dei dati di accesso del compagno e pubblica commenti o frasi scherzose ed ironiche a veri e propri hacker che si intrufolano negli account altrui e creano danni anche gravi. Si impossessano di dati personali da usare per fini commerciali o per alleggerire conti correnti. Pubblicano foto personali altrui oppure le usano su siti pornografici o pedo-pornografici o ancora mettono in repentaglio rapporti personali, famigliari e lavorativi.

 Il tutto semplicemente entrando negli account altrui, ciò può avere risvolti quasi inesistenti ma può anche portare a conseguenze molto gravi. Come una donna di Treviso che ha trovato pubblicate le foto dei sui figli, minorenni, vendute su internet e usate come promo di siti pedo-pornografici, oppure il 40enne di Venezia che si è ritrovato con 5 mila euro in meno  sul proprio conto corrente,o ancora la donna di Rovigo minacciata ed ossessionata da un uomo che, grazie ad un furto di identità, è riuscito a risalire ai dati personali della donna ed al suo indirizzo.

Questi sono solo dei piccoli esempi delle possibili conseguenze, motivo per cui è cosa buona e giusta contrastare questo fenomeno sia tramite controlli ed applicazioni tecniche da parte dei gestori dei vari social network ed in generale nei siti che contengono dati personali ed anche da un atteggiamento più  discreto e guardingo da parte degli utenti, ad esempio potrebbe essere utile inserire delle domande segrete, oppure cambiare periodicamente la propria password di accesso o ancora fornire il minor numero possibile di dati personali e di foto.

 

di Ivan Figurino Gangitano


3 Novembre 2011

 

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