Plotoni d’esecuzione, camere a gas e sedie elettriche…

Plotoni d’esecuzione, camere a gas e sedie elettriche…

pena di morteFa discutere la proposta del repubblicano Rick Brattin dello stato del Missouri che ha cercato di trovare “una soluzione umana ed economica” a suo dire sulla carenza e la mancanza dei farmaci con i quali praticare l’iniezione letale.

Tra le cause della penuria dei farmaci ci sono da annoverare le obiezioni per motivi etici di alcune case farmaceutiche, soprattutto di aziende europee, che non vogliono più essere complici della pena capitale e che hanno cessato la fornitura di sodio tiopentale, di bromuro, di pancuronio e di cloruro di potassio. Così il boia è rimasto a corto del cocktail fatale, almeno di quello vecchio tipo.

Ma per Brattin e per il collega, il senatore Bruce Burns dello Stato del Wyoming, la soluzione è alla portata di mano: ripristinare il plotone di esecuzione, la sedia elettrica o la camera a gas! Tornare, cioè, al 1980 quando fu introdotta l’iniezione letale. Per il senatore del Missouri la sua proposta non è un tentativo di “tornare al 1850 e al selvaggio west”, ma un modo per assicurare la certezza della pena ai parenti delle vittime di omicidio, costretti ad aspettare anni o decenni per ottenere giustizia.

Se questa è la bizzarra e macabra idea dei due senatori non meno raccapricciante  è il nuovo protocollo di iniezione letale che ha sostituito il thiopental e il pentobarbital con il sedativo midazolam e l’antidolorifico idromorfone: una combinazione sperimentale che ha provocato,nello Stato dell’Ohio, la morte al Dennis McGuire (53 anni, condannato per lo stupro e l’assassinio di una donna incinta) dopo un’agonia di quindici minuti, ” una morte terrificante” come aveva avvertito il difensore federale, Allen Bohnert.

Vicende orripilanti che ingrossano le fila degli abolizionisti americani e confermano nella scelta quegli stati che hanno abolito la pena capitale che nel 2013 sono saliti a 18.

Cristian Cavacchioli
30 gennaio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook