Buon anno a tutti!

Buon anno a tutti!

buon-annoUn altro anno si sta per chiudere. È tempo –come si dice in queste circostanze- di bilanci.

Questo 2013 è stato un anno molto intenso e –per certi versi- ricco di eventi che rimarranno in un modo o nell’altro scritti nella storia del nostro Paese. A cominciare dalla politica, con la rielezione alla Presidenza della Repubblica, il 20 aprile, di Giorgio Napolitano, che è divenuto così il primo presidente nella storia della Repubblica ad ottenere un secondo mandato. Poi il successo alle elezioni del Movimento 5 stelle, la loro entrata in Parlamento da “cittadini” e la nomina di Premier a Enrico Letta con il conseguente “Governo dalle larghe intese” (Pd- Pdl) . Ma il 2013 è stato soprattutto l’anno della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, l’uomo che per venti anni ha dominato l’agenda politica ed imprenditoriale italiana.

La storia che racconterà l’anno che stiamo per chiudere non dimenticherà di certo la data dell’11 febbraio, che ha segnato le dimissioni del Papa Benedetto XVI, il quale ha aperto poi la strada al Papa umile, Francesco, che nel giro di poche settimane è riuscito ad attirare l’attenzione di tutto il mondo cristiano e non, tanto da essere stato nominato dal Time, “Person of the year”, personalità dell’anno.

Il 2013 ha riempito le pagine di giornali con eventi spesso spiacevoli: pensiamo all’incendio del 4 marzo che ha colpito La Città della Scienza di Napoli o al giorno dopo, il 5, quando moriva Hugo Chavez, politico e militare che ha trasformato la storia del Venezuela. Dopo neanche un mese lasciava questa Terra un’altra figura politica di importanza mondiale, Margaret Thatcher, la lady di ferro che ancora oggi fa discutere per la sua dottrina dell’ austerity.

Non si possono dimenticare –di quest’anno- nemmeno le proteste della Turchia di giugno: molti morti e migliaia di arresti. A inizio luglio invece e’ iniziato il colpo di stato in Egitto: il presidente Mohamed Morsi è stato messo illegittimamente agli arresti domiciliari dai militari della Guardia Repubblicana egiziana ed è stato nominato nuovo presidente Adli Mansur.

L’estate però –si sa- non è fatta per raccontare grandi notizie, così per più di un mese si è parlato del piccolo pargolo dei reali William e Kate, George di Cambridge, nato il 22 luglio.

Il 17 settembre poi, è stato il giorno della Costa Concordia, che è stata  finalmente raddrizzata dopo un anno e mezzo di stato di semi- relitto all’Isola del Giglio.

E sempre dal mare sono arrivate –era il 3 ottobre- brutte notizie: nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si è incendiato provocando più di 300 morti. L’11 ottobre, nel Canale di Sicilia, si è rovesciato un barcone con oltre 250 migranti. Sono morte 38 persone, 147 superstiti e 50 dispersi. In Italia è stato proclamato il lutto nazionale il 12 ottobre.

Ottobre è stato anche il mese della morte di Lou Reed, il grande cantautore statunitense. Novembre poi si è aperto con l’elezione, il 6 novembre, del Sindaco di New York Bill de Blasio. Tre giorni dopo nelle Filippine, il tifone Haiyan ha causato la morte di oltre 10.000 persone.

Era invece il 18 novembre quando il ciclone Cleopatra ha colpito Olbia e provincia e nelle aree di Nuoro e Oristano, causando la morte di 16 persone.

Mentre qualcuno stava già preparando l’albero di Natale e le città erano già addobbate per lo shopping natalizio, in Sudafrica moriva il 5 dicembre Nelson Mandela, Madiba, come lo chiamavano tutti.

Nel frattempo in Italia si stava organizzando il movimento dei Forconi, che per giorni è sceso in piazza come protesta contro il governo e contro le tasse.

Poi gli immigrati di Lampedusa “fucilati” –si fa per dire-  con acqua e disinfettante a pressione per prevenire la Scabbia.

Solo l’altro giorno un uomo si era dato fuoco davanti a San Pietro per far sentire la sua voce sommersa dalla penuria e non ce l’ha fatta. È morto.

Si chiude così il 2013, un anno che al di là dei fatti di cronaca (che sarebbe troppo pretenzioso raccogliere in un articolo) racconta un Paese in forte stato di disagio. Un paese dove si è persa la fiducia. La fiducia per la politica, per le istituzioni, per il futuro.

Un paese in cui non si sente più raccontare una barzelletta, in cui si ride poco e si spera ancor meno che le cose possano avere risvolti migliori.

La redazione di 2Duerighe è convinta invece che il cambiamento è sempre possibile e che l’unico rimedio alle cattive condizioni in cui l’Italia riversa oggi sia l’impegno di tutti.

Crediamo che bisogna guardare avanti facendo memoria di ciò che ci lasciamo alle spalle. Pertanto auguriamo ai nostri lettori un 2014 pieno di soddisfazioni e progressi personali. A noi stessi auguriamo di poter raccontare notizie migliori di molte sopra riportate.

Buon anno a tutti

La redazione
31 dicembre 2013

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