L’Onu definisce la tratta degli schiavi “il più grave crimine contro l’umanità”
L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato una nuova, storica risoluzione, promossa da Samuel Okudzeto Ablakwa, ministro degli esteri del Ghana. L’obiettivo della risoluzione è stato riconoscere la tratta transatlantica degli schiavi come “il più grave crimine contro l’umanità”.
Ci si riferisce al periodo compreso tra il 1500 e il 1800, durante il quale circa 12-15 milioni di persone furono catturate in Africa e deportate nelle Americhe, dove furono costrette a lavorare in schiavitù.
Oltre 2 milioni di persone morirono durante la tratta, il cui principale punto di transito fu proprio il Ghana.
Il Ghana chiede risarcimenti e restituzioni
La risoluzione ha esortato gli Stati Membri dell’Onu a chiedere pubbliche scuse e a contribuire a un fondo di risarcimento nei confronti del Ghana. L’Unione Africana ha affermato che ciò sarebbe un primo passo verso la riconciliazione e la giustizia.
Lo stesso ministro ghanese ha spiegato alla BBC: ”Chiediamo un risarcimento, e sia chiaro, i leader africani non chiedono soldi per sé stessi. Vogliamo giustizia per le vittime e sostegno alle cause che le riguardano, fondi per l’istruzione e la dotazione finanziaria per la formazione professionale”.
Ha inoltre aggiunto che la risoluzione intende semplicemente documentare un fatto storico. Chiede poi che i manufatti culturali, rubati durante il periodo coloniale, vengano restituiti ai rispettivi paesi d’origine.
L’esito del voto
La risoluzione è stata approvata da 123 paesi, con il voto contrario di Stati Uniti, Israele e Argentina. Ben 52 paesi si sono invece astenuti, tra cui il Regno Unito e l’Italia. La giustificazione più frequente: le istituzioni odierne non dovrebbero pagare per le azioni intraprese nel passato.
Le conseguenze di tali errori gravano però sulle spalle dei paesi-vittima ancora oggi. Inoltre, si concretizzano sotto forma di iniquità sociali, povertà estrema e razzismo.




