Peter Thiel a Roma per tenere un ciclo di conferenze sull’Anticristo
Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati Uniti, è stato a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata.
Da tempo Thiel ha iniziato questo tour di incontri negli Stati Uniti e in Europa. Durante le conferenze, il fondatore di Palantir filosofeggia su chi potrebbe essere l’anticristo e sull’arrivo dell’Armageddon, mescolando passaggi biblici, storia recente, filosofia e riferimenti a videogiochi e programmi televisivi, insieme a riflessioni sul Signore degli Anelli di JRR Tolkien, deviando talvolta verso teorie cospirative.
Gli invitati non contavano molti esponenti utili all’operazione culturale di Thiel, noto esponente della destra trumpiana e oppositore dell’ideologia woke. Nel pieno della guerra in Iran voluta da Donald Trump, nessuno della maggioranza di centrodestra si è prodigato per incontrare il trumpiano Thiel. Chi avrebbe voluto farlo non è stato invitato alle lezioni (difficile chiedere a ministri o sottosegretari di bloccare tre giorni di agenda, tre ore al giorno, per ascoltare lezioni di filosofia e teologia).
L’esordio domenicale del ciclo di conferenze ha permesso di definire il quadro degli invitati, provenienti per lo più da ambienti della finanza, accademici, qualche consigliere politico (anche del presidente della Camera, Lorenzo Fontana), qualche selezionatissimo direttore di giornale, come Daniele Capezzone, fino agli studenti dell’Università Pontificia Angelicum, inizialmente finita nel giro di indiscrezioni legate alla sede degli eventi. La seconda giornata ha riservato poche novità per quanto riguarda il parterre degli “alunni”, ma c’è stata qualche frase pronunciata che ha rotto la consegna del silenzio totale imposto dagli organizzatori. Letture politiche e sistemiche, ma anche riflessioni più intime, teologiche e sociali.
La confusa teologia di Thiel, però, è utile a creare una narrazione che sostiene la crescita di Palantir, l’azienda di analisi dei dati che supporta le azioni più invasive dei governi, dai raid anti immigrati negli Stati Uniti alle uccisioni a Gaza. Con Palantir, Thiel non vuole soltanto arricchirsi, ma consentire all’Occidente di resistere in un mondo ostile.
La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità.
Nella versione della storia di Thiel, il mondo è impegnato in una lotta tra bene e male, tra chi lavora per il progresso tecnologico e la libertà e chi cerca di frenare queste libertà con leggi e regolamentazioni e agitando la paura di minacce esistenziali come il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e la guerra nucleare per accumulare un potere smisurato. La paura del collasso – sostiene Thiel – rende le società più disposte ad abbracciare soluzioni autoritarie che promettono sicurezza a qualsiasi costo.
Nel momento in cui associa all’anticristo quelle figure e quegli organismi che si battono per la cooperazione, la solidarietà sociale e la diplomazia internazionale e alla libertà quelle tecnologie e piattaforme che, deregolamentate, si stanno facendo strumento di accentramento di potere, di autoritarismo e di discriminazione, Thiel non sta facendo altro che difendere l’ideologia libertaria dei cosiddetti tech bro della Silicon Valley, schieratisi in prima linea a favore di Trump alle ultime elezioni negli Stati Uniti.



