Quirinale: il laboratorio che naviga negli abissi
Lungo il profilo della costa ligure, nel caotico proliferare dei capannoni del cantiere navale, è stato presentato uno dei progetti più avanzati della cantieristica italiana. Infatti lo scorso 26 gennaio a Fincantieri di Riva Trigoso è stata battezzata “Quirinale”, la nuova nave idro-oceanografica destinata alla Marina Militare Italiana, progettata per diventare un laboratorio galleggiante capace di esplorare gli oceani fino a 10.000 metri di profondità, e di operare anche tra i ghiacci polari.
La cerimonia si è svolta con il tradizionale taglio del nastro affidato alla madrina Eleonora Di Palma, e successivamente è avvenuto il varo in mare, inizialmente rinviato a causa delle condizioni meteo. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, attuale capo di Stato Maggiore della Marina, i sottosegretari alla Difesa Isabella Rauti e Matteo Perego di Cremnago e i vertici di Fincantieri.
La nave “Quirinale” è lunga circa 110 metri, larga 20 e pesa circa 6.400 tonnellate, e sarà capace di ospitare a bordo fino a 35 ricercatori, affiancati da un equipaggio di circa 80 militari. L’unità non è armata, infatti il suo compito principale sarà la ricerca scientifica e il supporto alle attività idrografiche, e, grazie a un sistema di propulsione elettrica a basse emissioni, potrà operare anche in aree ambientali sensibili e in condizioni climatiche estreme, fino a –16 °C. Inoltre la nave è dotata di tecnologie avanzate per lo studio del mare, come sistemi per rilievi idrografici, oceanografici e geofisici, veicoli autonomi subacquei (AUV) e di superficie (USV), piattaforme di sollevamento per strumenti scientifici e un sistema di posizionamento dinamico DP2, che consente di mantenere la nave perfettamente stabile durante le operazioni di ricerca.
La nave cercherà di aggiornare la cartografia nautica insieme all’Istituto Idrografico della Marina, ma oltre a questo sosterrà numerosi programmi di ricerca internazionali, tra cui quelli promossi dall’International Hydrographic Organization: a tal proposito, come riferito anche dal sottosegretario Isabella Rauti, l’unità avrà anche una dimensione strategica, per cui potrà contribuire alla crescente presenza italiana nell’Artico, combinando sicurezza, diplomazia scientifica e cooperazione internazionale.
La nave entrerà in servizio nel 2027, e prenderà – romanticamente – il posto della storica Ammiraglio Magnaghi, costruita oltre cinquant’anni fa negli stessi cantieri liguri: speriamo che sia di buon auspicio.




