Caso Simona Cinà: la famiglia chiede chiarezza sulla morte in piscina
Tante le incognite sulla morte della giovane pallavolista Simona Cinà. La 20enne è stata trovata morta a bordo piscina, dopo una festa di laurea a Bagheria, in provincia di Palermo. Si cerca la verità sulle cause del decesso e sui responsabili. Per ora, la denuncia per omicidio colposo è a carico di ignoti.
La tragedia
Simona Cinà è una ragazza di 20 anni, amante dello sport e che la famiglia definisce “un pesce d’acqua”. Nella notte tra l’1 e il 2 agosto, la ragazza si reca ad una festa di laurea organizzata da due ragazzi in una villa affittata a Bagheria, in provincia di Palermo. Poche ore dopo è nella stessa location che troverà la morte, per cause misteriose in una villa in provincia di Palermo.
È nelle prime ore della notte che si consuma la tragedia: Simona muore in piscina. Secondo le ricostruzioni, alcuni degli ultimi partecipanti presenti hanno notato il corpo della ragazza sott’acqua, in un angolo della vasca con scarsa illuminazione. Nella nota del magistrato si legge che
“almeno due ragazzi si sono immediatamente tuffati nella piscina e hanno recuperato il corpo della ventenne, praticando le manovre di rianimazione salvavita in attesa dell’arrivo dei soccorritori.”

La piscina dove Simona Cinà è stata trovata morta.
Foto: Ansa / Facebook
Una volta arrivata l’ambulanza, non ha che constatato il decesso e richiesta un’autopsia per verificarne le cause. Per ora, una delle ipotesi più accreditate è quella del malore. Tuttavia, tanti sono ancora i dubbi e le incognite da risolvere sulla serata di agosto in cui si è consumata la tragedia. Per questo motivo, nessuna pista è esclusa. La Procura di Termini Imerese ha aperto un fasciolo per omicidio colposo a carico di ignoti.
La famiglia chiede chiarezza
Nonostante l’ipotesi più accredita per la morte di Simona Cinà sembri essere il malore, la sua famiglia non si convince. Una delle ragioni è che il corpo della ragazza sembra essere rimasto in acqua per diverso tempo, prima di venire soccorso. Il legale della famiglia Cinà Gabriele Giambrone dice che “ci sono troppe cose che non tornano. Nessuno per molto tempo si è accorto che Simona era in acqua morta. Eppure la piscina è piccola e la villa era piena di giovani.” Un altro punto che l’avvocato della famiglia mette in dubbio è la morte per malore. Stando alle ricostruzioni, la ragazza è stata trovata in piscina a testa in sù:
“se fosse caduta in piscina non l’avrebbero trovata in quella posizione. E allora si è sentita male mentre si faceva il bagno? Se così fosse stato, è strano che in uno spazio di otto metri quadrati circa nessuno abbia notato il corpo.”
Il padre di Simona non è convinto del malore, descrivendo la figlia come una ragazza sportiva ed un “pesce d’acqua”, alludendo all’improbabilità di un malore in piscina.
Nel caso, entra la voce anche di Riccardo Garofalo, allenatore di beach volley di Simona Cinà. La ragazza praticava questo sport a livello agonistico. Il coach descrive la ragazza come “un’atleta sana” che, essendo iscritta alla Federazione Pallavolo, era sottoposta a controlli periodici sul suo stato di salute.

Simona Cinà
Foto: Facebook
La famiglia Cinà attende i risultati dell’autopsia per una maggiore chiarezza su cosa sia successo davvero nella notte tra l’1 e il 2 agosto, quando la loro figlia Simona è morta, per cause ancora da accertare. Quello che è certo è che i familiari non si rassegnano finché non sapranno la verità sulle tante incongruenze riguardanti la tragedia.




