Augura la morte alla figlia di Giorgia Meloni: professore sospeso
Gli insulti online sono all’ordine del giorno. Il lato oscuro della libertà di parola è quando si manifesta con cattiverie gratuite sui social, dove tutti possono leggere. Molto spesso queste parole rimangono impunite, con una censura o una rimozione del commento sulle piattaforme. Questa volta però il leone da tastiera di turno, un professore della provincia di Napoli, ha augurato la morte alla figlia di Giorgia Meloni, non passando inosservato.
Cos’è successo
Il leone da tastiera della vicenda si chiama Stefano Addeo, professore di tedesco presso il Liceo ‘Medi’ di Cicciano, a Napoli. L’uomo ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook augurando alla figlia di Giorgia Meloni la stessa sorte di Martina Carbonaro (14enne uccisa a colpi di pietra dall’ex fidanzato).
Foto: ilfattovesuviano.it
Quello che tocca particolarmente della vicenda, oltre al contenuto violento del post, è che ad esprimerlo è Stefano Addeo, un professore di liceo ed il destinatario è una bambina di 10 anni, figlia del Primo Ministro Giorgia Meloni. Che gli insulti online siano molto più facili da leggere e da condividere non è una novità, soprattutto quando non si devono affrontare i destinatari faccia a faccia ma ci si può nascondere dietro ad uno schermo. Parole forti come queste, purtroppo, sono all’ordine del giorno dei social network: le persone, un po’ per esibizionismo, per rabbia repressa o semplicemente per noia, spesso decidono condividono il loro pensiero controcorrente e a volte molto forte.
Le conseguenze del post
Data la gravità delle parole, l’Ufficio scolastico regionale (USR) della Campania ha avviato un procedimento disciplinare a carico del docente Addeo. In una nota rilasciata dall’USR si legge che “al fine di garantire e tutelare la serenità della comunità scolastica, il Direttore generale ha poi disposto la sospensione cautelare facoltativa, fino alla definizione del procedimento disciplinare.”
Oltre alla sospensione, l’autore del post ha dovuto affrontare fortissime critiche alle parole d’odio espresse contro la figlia di Giorgia Meloni. L’accanimento mediatico verso il professore è stato troppo per lui, tanto da spingerlo a tentare il suicidio. Dopo essere stato ricoverato in codice rosso per l’assunzione di un mix di farmaci e alcool, Addeo ha dichiarato che di aver “commesso un errore, ma non dovevo essere crocifisso in questo modo, mi hanno linciato. Ho chiesto scusa, non ce l’ho fatta.”
Il ruolo che Stefano Addeo ha, quello di professore, è cruciale per l’esempio e la formazione della generazione del futuro. Essere professore, insegnare significa anche offrire una chiave di lettura del mondo a giovani menti. Il comportamento dell’uomo, che esprime queste opinioni su social network, come potrebbe farlo in una classe, potrebbe essere emulato e glorificato dai propri studenti. L’importanza del ruolo che Stefano Addeo è stata anche enfatizzata dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara:
“La figura del docente è di straordinaria importanza nella formazione dei giovani, non solo nell’impartire saperi ma anche nell’educare al rispetto verso gli altri. È indispensabile che i docenti siano per primi sempre consapevoli della responsabilità e del valore sociale del loro ruolo. Non possiamo più tollerare comportamenti di singoli che sui social o in pubblico tradiscono quel decoro e quella dignità che devono caratterizzare una professione così delicata. Sanzioneremo quanti non sono degni di far parte della nostra scuola.”



