Dazi: Trump raddoppia le tariffe su acciaio e alluminio
Trump ha da poco annunciato l’aumento dei dazi sull’acciaio e sull’alluminio al 50%, a partire da domani.
Il presidente Usa lo ha dichiarato sul social Truth, affermando che: “Se ad altri Paesi è consentito applicare dazi contro di noi e a noi non è consentito contrastarli, rapidamente e agilmente, con misure tariffarie contro di loro, il nostro Paese non ha neanche una piccola possibilità di sopravvivenza economica”.
Da domani dazi su acciaio e alluminio raddoppiati
Trump ha dunque deciso di mantenere la promessa fatta sabato, nello stabilimento della U.S. Steel Tower di Pittsburgh (Pennsylvania), ovvero di aumentare i dazi su acciaio e alluminio del 50%, raddoppiando l’aliquota attuale. Così facendo, Trump preannuncia un ritorno alla normalità per l’economia del paese.
Inizialmente la tariffa sarebbe dovuta essere del 40%, ma a quanto pare dai dirigenti del settore sarebbe giunta la richiesta del 50%.
La lettera ai partner che richiede “le migliori offerte”
Su altri fronti tuttavia l’amministrazione Trump sembra voler accelerare le trattative. Stando infatti a una bozza di lettera inviata dagli Usa ai vari partner commerciali (non è chiaro esattamente quali), il presidente avrebbe chiesto loro di presentare le loro migliori offerte (così da evitare l’imposizione dei dazi), entro domani.
Trump punta infatti a un’intesa in una serie di aree chiave (tra cui offerte tariffarie di quote per l’acquisto di prodotti industriali e agricoli americani, piani per rimediare alle barriere non fiscali, impegni in materia di commercio digitale e sicurezza economica e altri specifici per Paese), prima dell’8 luglio, data in cui scadrà la sospensione delle tasse doganali.
L’amministrazione ha dichiarato di impegnarsi a valutare le risposte entro pochi giorni, per arrivare a costruire un terreno d’intesa comune. Questo potrebbe implicare dazi doganali reciproci.
La lotta per via legale
Recente è poi un’altra notizia, quella del ricorso d’urgenza Trump, in merito alla sentenza del 29 maggio della Corte federale di Washington (in seguito al ricorso per quella del 28, della Corte per il commercio internazionale), che aveva bloccato nuovamente i dazi. Le tariffe del presidente sono infatti state dichiarate illegali, in quanto non rientrerebbero nei suoi poteri, ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act.
L’amministrazione è però decisa ad abbattere qualsiasi barriera e continuare sulla sua strada.




