Macron sul summit del 27 marzo per Kiev e la strategia di riarmo Ue
Il 27 marzo, la Francia ospiterà a Parigi un nuovo vertice della coalizione dei volenterosi per la difesa dell’Ucraina, ha annunciato il presidente Emmanuel Macron.
Al summit sarà presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’obiettivo generale sarà quello di “finalizzare i lavori per sostenere l’esercito ucraino e difendere un modello di esercito duraturo e sostenibile per prevenire invasioni russe”. In più, verranno definite “le garanzie di sicurezza che potranno fornire gli eserciti europei”.
Fondamentale è poi la data di lunedì 24 marzo, giorno in cui l’Arabia Saudita ospiterà a Riad un nuovo round di colloqui, mediati dagli Usa, per tentare di sbloccare il discorso sulla tregua.
Un incontro vis-à-vis tra Mosca e Kiev è ancora impensabile, ma gli emissari del presidente Trump vedranno separatamente e nella stessa giornata le delegazioni “tecniche” dell’Ucraina e della Russia.
Da una parte, si parlerà del via libera effettivo al cessate il fuoco di 30 giorni limitato alle infrastrutture, concordato da Trump. Dall’altra, si tratterà invece di una tregua estesa anche al mare.
La Russia ha ribadito che, in questa fase dei negoziati, “solo gli Stati Uniti sono un interlocutore credibile per la pace”, criticando invece l’Europa per la sua scelta di sostenere pienamente Kiev e riarmarsi, con i piani proposti dalla Commissione Europea.
Per citare le ultime dichiarazioni su X di Macron: “Abbiamo ormai una strategia per riarmare pienamente l’Europa, riequipaggiarci, ritrovare pienamente la nostra indipendenza nei cinque anni a venire”. Secondo il Telegraph, il presidente francese, durante il Consiglio Europeo, ha però avanzato la possibilità di una missione di pace guidata dall’Onu, in alternativa alla coalizione di volenterosi di cui sopra.
Tali posizioni sono, secondo il portavoce di Putin Dmitry Peskov, “chiaramente dissonanti con l’umore dei presidenti di Russia e Stati Uniti di cercare modi per avviare un processo di soluzione pacifica”.
La portavoce della diplomazia di Mosca Maria Zakharova ha poi aggiunto: “risponderemo con rapidità e fermezza a qualsiasi aspirazione militaristica, per prevenire qualsiasi minaccia alla nostra sicurezza”.
Il dialogo procede dunque ancora a rilento, dal momento in cui la mediazione statunitense ha portato a intese solo verbali tra Russia e Ucraina, che non si sono minimamente concretizzate, anzi: nella notte sono stati registrati 171 droni, lanciati da Mosca contro Kiev, in risposta al “più massiccio attacco di sempre”, quello recente dell’Ucraina contro Saratov.




