La Toscana è la prima regione ad approvare il fine vita
L’11 febbraio, il Consiglio regionale della Regione Toscana ha approvato a maggioranza la legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, promossa dll’Associazione Luca Coscioni, sul fine vita.
Si tratta del primo provvedimento che garantisce i tempi e le modalità per il suicidio medicalmente assistito. I malati, dopo un attento esame da parte dell’équipe medica, potranno accedervi in meno di due mesi.
La prima vittoria del fine vita
La legge “Liberi subito” sul fine vita era stata depositata a marzo 2024, in tutte le regioni, ma non era mai arrivata all’approvazione, in quanto spesso veniva bloccata prima dell’inizio dell’iter legislativo.
Una volta raggiunte le 10 mila firme in Toscana, è stata modificata dall’Assemblea con una serie di emendamenti.
Dopo un lungo dibattito iniziato il 10 febbraio, si è tenuta la votazione a cui ha presenziato anche l’Associazione Luca Coscioni, la principale promotrice della causa. Hanno votato a favore il Pd (tranne la consigliera Lucia De Robertis, astenuta), Iv, M5s e il gruppo Misto.

L’Associazione ha poi commentato entusiasta: ”Siamo grati ai consiglieri della Regione Toscana per avere approvato la nostra legge ‘Liberi subito’, che definisce tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”.
Dopo diversi anni, è stato quindi dato un seguito alla sentenza della Corte del 2019, che aveva dichiarato illegittimo il divieto alla legge sul suicidio assistito.
Gli oppositori
Per Pro Vita, la legge toscana sul fine vita è “barbara e disumana”, mentre molti parlamentari di Fdi la ritengono “incostituzionale”. Maurizio Gasparri di Fi la reputa invece “una grave forzatura”.
Un oppositore proviene anche dal Pd, Paolo Ciani, secondo cui “non si spiega la scelta di un’autonomia regionale sul tema del fine vita”, riferendosi alla battaglia parallela contro l’autonomia differenziata.
È giunta anche la critica del cardinale Paolo Augusto Lojudice, presidente della Conferenza episcopale Toscana: “Ai cappellani negli ospedali, alle religiose, ai religiosi e ai volontari che operano negli hospice e in tutti quei luoghi dove ogni giorno ci si confronta con la malattia, il dolore e la morte dico di non arrendersi e di continuare ad essere portatori di speranza, di vita. Ha infine definito la legge “una sconfitta per tutti”.

La prima di una lunga serie?
Per Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, la legge sul fine vita è “un segnale molto forte”.
Ha poi aggiunto: “Sono convinto che questo voto darà un impulso al legislatore nazionale, che per i suoi aspetti di competenza è bene risponda alla Corte, e si pronunci per dare all’ordinamento il superamento del vulnus che finora c’è”.
Resta da vedere il destino di questo provvedimento: seguirà il ricorso degli oppositori o l’effetto domino del cambiamento?




