Sanremo, il Tar: “no affidamento diretto alla Rai”
Il Tar della Liguria ha dichiarato, con una sentenza di 58 pagine, che l’affidamento diretto del Festival di Sanremo alla Rai sarà illegittimo d’ora in avanti. L’edizione di febbraio 2025 resterà intatta, ma dal 2026 sarà necessaria una gara pubblica.
L’intera diatriba è nata con il ricorso della Just Entertainment, a marzo 2023, e per via di incomprensioni circa la distinzione tra titolarità del marchio e forma televisivo.
Festival di Sanremo: la sentenza del Tar
Il marchio del Festival della Canzone Italiana è attualmente in mano al Comune di Sanremo. La Rai invece è titolare del format televisivo, motivo per cui ha sempre detenuto il monopolio dell’organizzazione e strutturazione dell’evento.
La Rai sostiene però che il format non possa essere separato dal marchio. Il Tar della Liguria è intervenuto di recente, sciogliendo il nodo concettuale e dichiarando che: «il comune è titolare del marchio ed è, pertanto, libero di associarlo (previa procedura di evidenza pubblica) a format diversi da quelli da RAI».
Ergo, l’edizione dell’11-15 febbraio 2025, in mano a Carlo Conti, sarà comunque organizzata e trasmessa dalla Rai, ma dal 2026 si dovrà tenere una gara pubblica, per stabilire chi organizzerà l’evento canoro, tra gli operatori del settore.

RAI vs JE
Per capire come si è arrivati alla sentenza del Tar sul Festival di Sanremo, bisogna fare qualche passo indietro.
Nel 2021, il Comune aveva affidato i diritti per la realizzazione delle edizioni 2022-2023 del Festival alla Rai, in esclusiva. A marzo 2023, dunque intorno alla scadenza di questa convenzione, la Just Entertainment (società di edizione musicale e produzione e realizzazione eventi e opere musicali aveva manifestato il proprio interesse “ad acquisire la titolarità dei diritti di sfruttamento economico e commerciale del Festival di Sanremo”, il marchio e i diritti di promozione e diffusione dell’evento.
Al che, non vi è stata alcuna risposta positiva del Comune, che ha continuato ad affidare l’esclusività alla Rai, per l’edizione del 2024 e 2025: la JE ha quindi fatto ricorso, dando vita all’intero Sanremo-gate.
Le reazioni alla risposta del Tar
Sergio Cerruti, managing director della Just Entertainment, si è mostrato molto soddisfatto della sentenza del Tar, ribadendo che “Sanremo è Sanremo, non è la Rai”.
Anche Striscia la Notizia si è accodata, rivendicando la necessità di un bando pubblico in futuro.
Gli esponenti del Pd della Commissione bicamerale di Vigilanza Rai hanno affermato invece che il provvedimento “getta una forte ombra di incertezza su quello che rappresenta il più grande evento mediatico del servizio pubblico e la principale fonte di incasso pubblicitario della Rai”.
La probabilità che quest’ultima faccia ricorso è altissima, per due motivi: primo, il Festival di Sanremo è un servizio che gode di un enorme prestigio pubblico; secondo, è una fonte spettacolare di introiti.




