Donne, in piazza contro la violenza di genere: “Disarmiamo il patriarcato”
Migliaia le persone in piazza a Roma a sostegno della manifestazione organizzata da “Non una di meno” in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Un corteo inaugurato da un lungo striscione fucsia con oltre 100 nomi delle vittime di femminicidio e le parole “Disarmiamo il patriarcato”.
Le attiviste affermano che il governo italiano sia di matrice patriarcale, e sostengono che la direzione di una Premier donna non basti per fermare tutto questo. Dalla violenza dei movimenti Pro Vita, alla discriminazione sul luogo di lavoro, per poi giungere alle molestie subite giornalmente e a tutte coloro che sono finite in una lista di sangue. Una violenza da combattere, che si ripercuote perfino nei luoghi scolastici, dove non vi è un’educazione femminista, rispetto e libertà. Un’affermazione forte e una richiesta imperativa delle attiviste di intervenire in questi settori, cosa che le ha condotte ad inaugurare il corteo con il rogo della foto del Ministro dell’Istruzione Valditara: “Prima di raggiungere la piazza contro la violenza di genere bruciamo il ministro Valditara. Non è l’immigrazione ma la vostra educazione”. Così il movimento “Aracne” pubblica su Instagram, attaccando il Ministro dell’Istruzione che qualche giorno prima aveva sostenuto che “L’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza discendenti da un’immigrazione illegale”.
Prima sedute e mute per poi dare vita, con questo gesto, alla manifestazione contro la violenza di genere.
Portato avanti anche il sostegno alla studentessa iraniana Ahoo Daryaei, che si era spogliata davanti all’università di Teheran per protestare contro le imposizioni del regime. Un atto punito con l’arresto, ora si teme per la sua vita. A Roma si porta avanti il messaggio con uno slogan degli anni Settanta: “Il corpo è mio, decido io”
Cortei che si sono svolti anche a Palermo, con la partecipazione di alcune vittime di violenza e donne disabili, a Udine dove le “Donne in Nero” hanno chiesto il “cessate il fuoco in Palestina” e a Milano, dove è apparsa un’opera della street artist Laika: “Smash the patriarchy”.
A Parigi hanno sfilato migliaia di persone, donne, bambini e uomini.

“Il patriarcato esiste e continua ad ucciderci”
Lo slogan principale è quello di “Disarmiamo il patriarcato”. La violenza sulle donne non viene definita dalle attiviste come una semplice emergenza, ma come un qualcosa di insito nella società, come un comportamento umano strutturale che ogni anno provoca stessi numeri e stesse modalità. Bisogna agire, si richiede aiuto e un incentivo ulteriore nell’erogazione di fondi per i centri antiviolenza e per le politiche a sostegno delle donne.
Il movimento “Non Una di Meno” porta avanti l’idea che il femminicidio sia solo la cosa più tangibile, quella che fa più rumore, ma tutto è riconducibile alle molestie sul posto di lavoro, alle forme di violenza di genere e perfino alla discriminazione nelle scuole. Trattamenti malsani e quotidiani che conducono più di 20mila donne a rivolgersi costantemente ai centri antiviolenza. Una riflessione di Carlotta, attivista del movimento “Non Una di Meno” che ha concluso sottolineando di essere in piazza per potenziare una forza collettiva perché “il patriarcato esiste e continua ad ucciderci”.
La Reazione di Eugenia Roccella: “è una contraddizione stridente”
Durante la manifestazione sono stati innalzati cori contro Pro Vita mentre si cercava di raggiungere la sede di un’associazione antiabortista. Scene che non hanno suscitato l’approvazione e il sostegno di tutti. La Ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, sostiene che parlare di educazione e rispetto, di violenza contro le donne e di libertà non possa essere sostenuto da slogan e azioni come quelle portate avanti dal corteo.

La ministra ha evidenziato come il Governo Meloni abbia agito e continui ad agire per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne. Interventi che sono stati realizzati anche dal punto di vista economico, come l’aumento dell’occupazione femminile e il supporto tramite fondi ai centri antiviolenza. Eugenia Roccella ha lanciato un messaggio alle ragazze, alle donne, che devono avere più rispetto della loro libertà, e agli uomini, che non devono avere timore della libertà della donna.




