Strage di Marghera: 21 morti e 15 feriti
È salito a 21 il bilancio delle vittime dell’incidente che ieri, verso le 19:30, ha coinvolto un bus turistico precipitato da un cavalcavia e finito vicino al tratto ferroviario che collega Mestre a Marghera. Il mezzo, non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, ha preso fuoco impattando al suolo. 19 le vittime morte sul colpo, altre due avrebbero perso la vita durante il tragitto verso l’ospedale. Sono quindici i feriti, di cui cinque gravi.
La dinamica
Il bus elettrico dell’azienda La Linea, guidato da Alberto Rizzotto, 40 anni, era stato noleggiato per portare i passeggeri, secondo le attuali ricostruzioni, tutti di nazionalità estera, prevalentemente tedeschi e ucraini, verso il camping Ho di Mestre. Raggiunto il cavalcavia soprastante la ferrovia, il mezzo si sarebbe adagiato sul guardrail di protezione, continuando il suo tragitto, per poi sfondarlo e precipitare per circa 10 metri fino all’impatto col suolo. Le fiamme hanno lambito il veicolo e se inizialmente non era ben chiaro se l’incendio fosse scoppiato prima o dopo della fatidica caduta, è di poche ore fa la conferma che il bus ha preso fuoco a seguito dell’impatto col terreno.

Le indagini
Al momento sono state recuperate due black-box che aiuteranno gli inquirenti a comprendere le dinamiche della tragedia. Sembrerebbe comunque certo, anche grazie alle immagini che hanno ripreso l’accaduto, che l’autista non stesse correndo. Il tratto autostradale in oggetto è leggermente in salita e al momento dell’incidente era particolarmente trafficato. La Procura di Venezia, guidata da Bruno Cherchi, ha comunque aperto un’inchiesta al momento contro ignoti.

I soccorsi
Eccezionale la macchina dei soccorsi che si è subito attivata con l’USL 3 di Venezia che ha immediatamente attivato il protocollo delle “grandi emergenze”, liberando i pronto soccorso di Mestre, Padova, Mirano e Treviso per fare fronte alla tragedia. Fondamentale l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno tratto in salvo i feriti liberandoli dalle lamiere infuocate.
È comunque un giorno di lutto e così sarà per i prossimi due giorni mentre si rimane in attesa che vengano identificati anche gli altri passeggeri. Purtroppo, è ormai confermato che tra le vittime, oltre a un adolescente, vi è anche un neonato.

Il guardrail
Inizialmente si era ipotizzato che l’autista avesse avuto un malore, l’informazione non è stata ancora confermata e solo in seguito all’autopsia si avranno certezze. Di certo, e al momento in merito si sta molto discutendo, è che il guardrail a protezione di quel tratto di autostrada fosse in acciaio e in cattivo stato di conservazione. Ricordiamo che la normativa in merito è molto controversa e che molte sono ancora le autostrade non a norma. Si riaccende dunque il dibattito in merito alla sicurezza delle nostre autostrade e il ricordo delle numerose stragi avvenute negli ultimi anni è comunque ancora molto vivido. Facile è pensare al Ponte Morandi, ma non dimentichiamo anche l’incidente di Verona del 2017 o la strage di Avellino in cui persero la vita 40 persone per un malfunzionamento di un pullman. La fatalità non può essere prevista, proprio per questo motivo è necessario che si lavori sulla sicurezza e la prevenzione stradale per non dover piangere vittime che potevamo evitare.




