Caro-voli, le compagnie aeree contro il decreto italiano
Dopo il caso Ryanair, è scesa in campo l’associazione europea Airlines for Europe contro la stretta italiana sul caro-voli

Il caso
“La libertà dei prezzi è una componente fondamentale del successo del mercato unico europeo dell’aviazione e siamo preoccupati che il decreto legge in Italia contravvenga alle norme dell’Ue che garantiscono questa libertà e comprometta seriamente il mercato unico dell’aviazione”, queste le parole di Airlines for Europe, l’organizzazione internazionale (non a scopo di lucro) delle compagnie aeree europee. Ma perché si è arrivati a questo punto?
Il decreto caro-voli messo a punto dal governo italiano all’interno del decreto legge Omnibus non piace alle compagnie aeree europee le quali hanno deciso di rivolgersi direttamente, con queste parole, alla Commissione Ue. Le aziende che fanno parte di Airlines for Europe (un’associazione che riunisce, tra gli altri: Ryanair, easyJet, Lufthansa, Air France-Klm, Iag (holding di British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus) invitano Bruxelles “a chiarire con l’Italia se questo intervento abbia impatto sul mercato del trasporto aereo libero e deregolamentato in Europa”, questo quanto si legge nella lettera di Ourania Georgoutsakou, direttore generale di A4E a Filip Cornelis, responsabile per l’aviazione del Direttorato generale per la Mobilità e i trasporti della Commissione europea. Un portavoce di A4E dice di “star esaminando il documento” ribadendo la posizione già espressa sul decreto: “I servizi della Commissione hanno contattato le autorità italiane e si aspettano di ricevere informazioni più dettagliate sul contenuto. La Commissione sostiene le misure volte a promuovere la connettività a prezzi accessibili, purché in linea con le norme del mercato interno dell’Ue”. Per il ministero delle Imprese e del Made in Italy, però, le misure annunciate sono “pienamente in linea con le direttive europee in materia di tutela dei consumatori”.

Effetto domino
Il timore c’è ed è proprio quello di creare un effetto a cascata, un domino che porterebbe alla libertà e alla deregolamentazione dei prezzi anche in altri stati dell’Unione Europea. Il diritto dell’Ue, all’articolo 22 del Regolamento 1008/2008 sui servizi aerei, “garantisce la libertà delle compagnie aeree di fissare i propri prezzi, a condizione che rispettino le disposizioni in materia di trasparenza dei prezzi per garantire che questi siano esposti in modo trasparente e non discriminino i consumatori in base alla loro nazionalità o al luogo di residenza” ed è proprio questo che contesta il governo italiano. D’altra parte, nei giorni scorsi, già Ryanair aveva usato parole durissime nel commentare la nuova norma contenuta nel dl Omnibus: definito come un decreto “ridicolo” e dalle modalità “sovietiche” o degne di “Harry Potter”.
Come funziona l’algoritmo dei biglietti
Iniziamo col dire che non è uno soltanto: la “ricetta segreta” che per alcuni “equivale a quella della Coca-Cola” (commenta proprio così chi ha diretto accesso) vive di vita propria, nel senso che è un software capace di modificare costantemente i prezzi a seconda delle prenotazioni o, nelle sue versioni più sofisticate, tramite accurate tecniche di machine learning all’avanguardia, sa riconoscere, ad esempio, dell’esistenza o meno di un concerto in quel dato momento in quel luogo o dell’arrivo del maltempo. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, replicando alle parole del CEO di Ryanair Eddie Wilson, l’ha definita “una pratica inammissibile”. Ma perché si registrano tutte queste fluttuazioni? Se analizzata superficialmente, la curva sembra non avere senso a una prima vista. Non è mai stabile e, saprattutto, non sale mano a mano che ci si avvicina al giorno del decollo. A un certo punto, quattro mesi prima del viaggio, potrebbe passare da 23 a 201 euro. Due giorni dopo potrebbe crollare a 30 euro. Così è accaduto con l’analisi sul volo Roma-Cagliari operato da Ryanair. Una spiegazione? Secondo il governo italiano, se andiamo a incrociare l’evoluzione e l’andamento della curva con le prenotazioni notiamo che il giorno del picco a 201 euro c’è stato subito prima un acquisto di gruppo, 15 persone in tutto. Così facendo, l’algoritmo fa salire il prezzo perché il riempimento accelera, ma decresce vertiginosamente poiché il giorno dopo, questo picco di acquisti, invece, non è avvenuto. Alcune compagnie aeree rifiutano questo sistema di vedute, ma, peraltro, la compagnia aerea che ha maggiormente evidenziato tali questioni contro il caro-voli risulta essere stata sanzionata undici volte negli ultimi anni dalla Agcm proprio per fenomeni distorsivi del mercato.




