Una postura corretta aumenta forza e autostima

di Enrico Ferdinandi

una postura scorretta può esser causa di minor forza e può causare una mancanza di autostima nei confronti delle proprie capacitàDa una ricerca condotta dal Dott. Scott Wiltermuth, della Marshall University in California è emerso che il segreto per avere più fiducia in se stessi e più forza sta nella postura. Stare quindi seduti con la schiena ben dritta, o camminare con il petto in fuori non è solo un buon modo per preservare la propria salute fisica ma anche quella intellettuale. La spiegazione del Dott. Wiltermuth è molto semplice, tenendo la schiena dritta si aumenta la tolleranza al dolore, di conseguenza si riesce a resistere maggiormente agli sforzi fisici e si ha una padronanza del proprio corpo maggiore che porta ad una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e di conseguenza ad una maggiore stima delle proprie capacità. Una corretta postura può aiutare anche l’insorgere di piccoli dolori che spesso si presentano quando si passa molte ore seduti (o in piedi).

I risultati dei test della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Experimental Social Psychology. Il Dott. Wiltermuth ha precisato che assumere una posizione corretta riduce il dolore e permette alle persone di affrontare situazioni stressanti al meglio, con più concentrazione e brillantezza. Per non parlare poi della spigliatezza, ovvero nella miglior capacità di articolare le parole, cosa che può esser molto utile ad esempio in caso di un colloquio.
Wiltermuth ha poi aggiunto che: “I nostri dati implicano anche che ad esempio, quando si ha un dolore, sarebbe meglio stare dritti e non raggomitolarsi come in effetti viene spontaneo fare. La postura raccolta infatti può indurci a pensare di non avere il controllo delle nostre sensazioni, e questo a sua volta può avere un effetto negativo di intensificazione della percezione del dolore. Meglio sedersi spingendo il petto avanti e cercando di allargare il torace: il senso di potere e controllo che ne deriva può aiutarci a ridurre la soglia del dolore.”

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