Sudafrica: Foto shock su Facebook, è caccia al giustiziere bianco

di Enrico Ferdinandi

Sta destando scalpore ed indignazione la foto di un giovane bianco, fucile in spalla, che accovacciato preme con il ginocchio a terra un bimbo di colore, la sua “preda”. Avete capito bene il ragazzo ha postato la foto sul suo profilo Facebook (in Sudafrica) vantandosi della sua preda. Quello che dovrebbe essere lo scenario di un macabro film horror è invece realtà, il ragazzo si è anche soprannominato ”Eugene Terrorblanch”, un nome che ricorda molto da vicino l’ex leader del Movimento di resistenza afrikaaner di estrema destra Terreblanche. La procura di Johannesburg sta indagando per capire se quanto riportato nella foto sia vero o meno, non è ancora escluso che possa trattarsi di un falso.

Falsa o vera che sia resta l’agghiacciante constatazione dell’insensibilità che delle volte ragazzi, che dovrebbero esser invece propensi al dialogo ed all’apertura, riescono a provare verso ciò che è diverso fisicamente o culturalmente. È ancora fresco nelle nostre menti il ricordo della strage di Norvegia, avvenuta poche settimane fa, più di 80 morti e tanto dolore, un dolore che si alimenta nel petto dei cittadini come un fuoco nel bosco poiché è difficile accettare cose di questo tipo in una società che altresì dovrebbe far di tutto per non commettere errori che in passato fin troppe volte si sono ripetuti.

Sul web intanto monta la protesta contro Terroblanche, due gruppi contro di lui stanno riscuotendo grande consenso su Facebook, si tratta del gruppo ”arrestate tutti gli amici di Terrorblanche”, e di un altro gruppo di protesta che conta già oltre 250 membri.

L’utopia non dovrebbe consistere nell’augurarsi che situazioni di questo tipo non si ripropongano nel futuro, l’utopia è sperare che in un mondo che si presta a raggiungere grandi traguardi tecnologici e scientifici, la solidarietà e la comunione tra i popoli possano essere scontanti e naturali quanto il respirare.

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