L’uragano Irene verso New York, fra paure ed evacuazioni

di Enrico Ferdinandi

Irene, un nome che in greco significa pace, così è stato chiamato l’uragano che sta sconvolgendo gli Usa con la sua forza devastante. L’emergenza è stata percepita in maniera ancor più alta quando il presidente Barack Obama, tornato in anticipo a  Washington per seguire l’emergenza, in un discorso alla nazione  ha richiamato all’ordine ed all’attenzione i suoi cittadini, queste le sue parole: ”Irene è un uragano storico, pericoloso. Stiamo prendendo la situazione molto seriamente.

Se vi è stato detto di evacuare, fatelo ora, senza aspettare”. Sono ore di grande ansia negli Stati Uniti, difatti dopo aver provocato danni per miliardi di dollari ad oltre 10 stati americani della East Coast, con 65 milioni di abitanti colpiti e pronti ad usufruire degli aiuti federali per far fronte alla catastrofe, Irene è diretta verso New York. Gli abitanti  si stanno letteralmente preparando al peggio, secondo gli ultimi calcoli l’uragano potrebbe far si che Manhattan, il cuore della città, venga sommersa da 3 metri d’acqua, per giunta le forti raffiche di vento 145 km all’ora metteranno a dura prova i grattacieli della grande mela. Nel frattempo i voli diretti per New York e Boston sono stati cancellati.
Sono molte le simulazioni e le ipotesi che si rincorrono in rete nelle ultime ore, ad esempio dall’Italia arriva la notizia, secondo i ricercatori del Cnr che Irene possa riacquistare la potenza che nelle ultime ore ha perso ed abbattersi sulle coste dello stato di New York provocando uno tsunami con onde alte 13 metri. Difatti, secondo il Professor Vincenzo Levizzani, capo divisione meteorologica dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr: “adesso la situazione sta cambiando e secondo gli ultimi dati forniti dall’International Hurricane Center di Miami da 3 è passato a categoria 2 e poi a 1. Ma se fossi responsabile della situazione sul posto non starei affatto tranquillo, perché al di là della categoria non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un uragano”. Secondo l’esperto difatti: “La ‘benzina’ di un uragano è il calore che viene dalla superficie del mare – spiega l’esperto del Cnr – Quindi, finché si trova sulle acque tropicali l’uragano continua a intensificarsi, ma quando si sposta in acque settentrionali, in questo caso la costa orientale degli Stati Uniti, incontra acque più fredde e in quel momento inizia a venire meno il carburante che lo alimenta”.
Molti film di fantascienza avevano immaginato scenari di questo genere, non ci resta che sperare che ciò rimanga confinato solamente alle rappresentazioni multimediali e non accada nella realtà.

Fra poche ore l’uragano Irene colpirà New York, il sindaco della città Bloomberg  ha ordinato l’evacuazione obbligatoria a circa 250mila persone, in diverse aree della città, le più sensibili. La metropolitana ed altri servizi saranno chiusi fino alle ore 12 di domani, quando Irene ormai avrà terminato il suo passaggio sulla città.

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