Il ministro della salute Fazio denuncia il web come fonte di nuove patologie

Anche il web è sotto inchiesta, il ministro della salute Ferruccio Fazio denuncia il web come origine di nuove patologie: ”sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza”.  Il web e tutto ciò che vi è annesso: social network, giochi on line e chi più ne ha più ne metta, possono agire sull’individuo come delle droghe creando dipendenze ed effetti devastanti: “non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni” è così che si esprime in risposta ad una interrogazione dei deputati Gabriella Carlucci e Giorgio Jannone del Pdl e aggiunge che è bene intervenire immediatamente sul fenomeno e pensare quanto prima delle linee di prevenzione e di recupero per questo fenomeno chiamato internet addiction e ricorrere a “provvedimenti per aiutare le persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network e le loro famiglie”.

Il problema è complesso e la cura ancora di più perché se da una parte è vero o per lo meno evidente che social network e company siano oggetto di dipendenza e di patologie non è altrettanto ovvio che questi siano la causa. In altre parole non è chiaro se è una sovraesposizione ai social network ad innescare un meccanismo patologico di dipendenza come ad esempio può fare la nicotina oppure che sia semplicemente un nuovo oggetto “moderno” nel quale un individuo portatore di diversi comportamenti patologici possa trovare sfogo nello stesso modo in cui lo farebbe con qualsiasi altra cosa, e quindi che la sovraesposizione ad internet sia solo un effetto.

 

Comunque sia le dimensioni di questo fenomeno sono state definite dal nostro ministro allarmanti  e ha annunciato “azioni concrete e mirate, per ridurre il rischio di dipendenza da web soprattutto nella popolazione giovanile” che potrebbero essere inserite già nel piano del nuovo anno sanitario in fase di adozione.

Rispondere alla contemporaneità non è mai facile anche perché le sfide che di volta in volta ci pone sono sempre più complesse ed articolate e necessitano sempre di più di diverse competenze per essere inquadrate.
Insomma sembra quasi che i nuovi problemi che riguardano la collettività possono essere risolti solo collettivamente e quindi che l’essere umano può sentirsi ancora protagonista del futuro solo se riesce a pensarsi solo in termini di comunità ed in questo dobbiamo dire che lo stesso web docet.

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