Commissione morte David Rossi: in stallo per lotta dei partiti alla Presidenza

Commissione morte David Rossi: in stallo per lotta dei partiti alla Presidenza

Succede che la commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi, istituita a marzo, già si è arenata a causa della bagarre che hanno scatenato alcuni partiti per ottenere la presidenza.

La commissione è stata istituita con deliberazione della Camera, su proposta del deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, che lavora su questo controverso caso giudiziario da anni al fianco della famiglia di David Rossi, come vi abbiamo raccontato in questo articolo. 

David Rossi era il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena (MPS), che il 6 marzo del 2013 è precipitato dalla finestra del proprio ufficio, trovando la morte dopo venti minuti di agonia dall’impatto.

In previsione della costituzione della commissione d’inchiesta programmata lo scorso 6 maggio, sembrava tutto già deciso per procedere alla nomina del presidente, puntando sul nome di Rizzetto, quale “padre” della commissione.

Invece, non è andata così. La seduta è stata improvvisamente rimandata ad oggi 13 maggio, per poi subire un ulteriore rinvio, a causa del pressing che dapprima Forza Italia e adesso il Partito democratico hanno incominciato a imporre, per ottenere la guida della commissione.

È palesemente singolare che partiti che non si sono concretamente adoperati per far luce sulla morte sospetta di David Rossi adesso sono disposti a “stracciarsi le vesti” pur di ottenere la guida della commissione d’inchiesta, allo scopo di decidere l’ordine dei lavori, le audizioni, gli interventi e, quindi, il corso delle indagini.

L’indignazione della moglie di David Rossi

Di fronte a queste pretese, che stanno impedendo l’avvio dei lavori della commissione, è intervenuta più di una volta la moglie di David Rossi, Antonella Tognazzi, manifestando tutta la sua indignazione per i giochi di partito che si stanno compiendo senza alcun rispetto per la sua famiglia.

Stamane infatti, all’ennesimo rinvio della convocazione, la Tognazzi ha ancora una volta invocato che la presidenza venga assegnata a Rizzetto, intervenendo pubblicamente con queste parole: “Torno a gran voce a chiedere che la Presidenza venga giustamente riconosciuta a chi si è lungamente impegnato e battuto per la realizzazione della Commissione d’inchiesta su David. Sono passati 3 anni da quando Walter Rizzetto, interessandosi alla vicenda, si è preso l’impegno di aiutarci a scoprire la verità e da parte sua non c’è stata mai alcuna indecisione o ripensamento, anche a dispetto dei molti ostacoli che ha dovuto affrontare per riuscire a realizzare l’unico intervento concreto da parte delle istituzioni.”.

Ed ancora, la Tognazzi si scaglia contro quei parlamentari che oggi pretendono di sottrarre la presidenza a chi ha fatto nascere la commissione e afferma: “Tutti quelli che oggi avanzano richieste, in alcuni casi vere pretese, dove sono stati in questi lunghi 8 anni? Non voglio pensare che ancora una volta interessi e potere l’abbiano vinta sulla giustizia.”.

Insomma, una famiglia già colpita da un iter giudiziario che non ha portato giustizia, ora deve assistere ad un’indecorosa sceneggiata dei partiti che, potrebbe compromettere anche quella giusta collaborazione che ci dovrebbe essere tra i componenti di una commissione d’inchiesta per un proficuo lavoro.

Non appare corretto, tra l’altro, che si cerchi di fare accordi sotto banco per negare un ruolo centrale nella commissione al deputato che ne è proponente e che per lungo tempo si è speso per farne approvare l’istituzione.

A questo proposito è intervenuta a sostegno della volontà espressa dalla moglie di Rossi, anche la deputata di Fratelli d’Italia, Ylenia Lucaselli che ha dichiarato: “Non affidare la guida della Commissione David Rossi all’on. Walter Rizzetto sarebbe insensato, irrispettoso e soprattutto farebbe male a chi chiede solo verità!”.

La vicenda assume contorni piuttosto discutibili se si pensa alle varie manovre che stanno portando avanti i partiti, in primis il Partito democratico, per impedire a Fratelli d’Italia di ottenere la presidenza .

Come racconta il Fatto Quotidiano, sembra che la direttiva di agire per accaparrarsi la presidenza della commissione sia partita dal deputato Pd, Luca Lotti, che sulla questione avrebbe sollecitato il segretario Enrico Letta. Da lì, è poi stata tirata in ballo la capogruppo del Pd, Debora Serracchiani, che sta conducendo una battaglia per assicurare al suo partito l’ormai ambita presidenza.

Il Pd può essere considerato imparziale su questioni legate al MPS?

È stata, inoltre, messa in evidenza l’inopportunità che sia proprio il Pd a battersi per quel ruolo, considerando che indagare sulle cause della morte di Rossi, ex capo comunicazione del MPS, significa anche far luce su questioni bancarie legate a doppio filo con esponenti di spicco del Pd.

Indispettiti dalle pressioni dei dem, adesso tra i componenti della commissione che rappresentano i vari partiti in Parlamento, si è avviata una gara a chi l’avrà vinta sulla presidenza, quando dovrebbe essere semplicemente riconosciuta al suo proponente.

Ecco chi sono gli altri componenti della commissione nominati lo scorso 30 aprile, insieme a Walter Rizzetto:

Claudio Borghi, Ingrid Bisa, Guglielmo Picchi e Leonardo Tarantino della Lega;  Luca Sani, Franco Vazio e Susanna Cenni del Pd; Azzurra Cancelleri, Giuseppe D’Ippolito, Leonardo Donno, Valentina Dorso e Luca Migliorino del M5S; Guido Germano Pettarin, Cristina Rossello, e Pierantonio Zanettin di Forza Italia; Cosimo Maria Ferri  di Italia Viva; Federico Fornaro di Leu; Alessandra Armellino e Francesco Sapia del gruppo Misto.

Come finirà questa vicenda ancora non si riesce a prevedere, di fatto non ne escono bene quei partiti che pur di anteporre i propri interessi stanno determinando lo stallo della commissione sulla tragica morte di David Rossi.

 

 

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