24 aprile, commemorazione del genocidio armeno

24 aprile, commemorazione del genocidio armeno

Oggi, 24 aprile, ricorre la commemorazione del genocidio armeno per mano dell’Impero ottomano, avvenuta tra il 1915 e il 1916. 1,5 milioni di morti, deportazioni ed eliminazioni che pare fossero parte di un vero e proprio progetto di sterminio più ampio. L’Impero Ottomano, infatti, aveva condotto attacchi simili contro altre etnie (come gli assiri e i greci) nello stesso periodo storico.

La notte del 24 aprile 1915, l’élite armena di Costantinopoli venne arrestata, deportata ed eliminata. Ci fu poi al disarmo e il massacro dei militari armeni, costretti ai lavori forzati sulla linea ferroviaria Berlino-Baghdad, e nella primavera fu dato il via alla deportazione sistematica della popolazione armena verso il deserto di Der es Zor.Pochi vi giunsero vivi. La maggioranza fu sterminata nel corso di vere e proprie marce della morte.

La quasi totalità degli armeni scomparve dalla terra abitata da più di duemila anni e i loro beni furono confiscati. Il movente fondamentale che ispirò l’azione di governo dei Giovani Turchi e del triumvirato fu l’ideologia panturchista, il sogno di un immenso territorio dal Mediterraneo all’altopiano turanico e la determinazione a riformare lo Stato su una base monoetnica, linguisticamente e culturalmente omogenea. Armeni, greci, assiri, ebrei: l’Impero ottomano era costituito di fatto da un mosaico di etnie e religioni.

La popolazione armena, la più numerosa, di religione cristiana, che aveva assorbito gli ideali dello stato di diritto di stampo occidentale, con le sue richieste di uguaglianza, costituiva un ostacolo al progetto di omogeneizzazione del regime. L’obiettivo degli ottomani era la cancellazione della comunità armena come soggetto storico, culturale e soprattutto politico. Alcuni storici negano tuttavia che si possa associare il termine genocidio a questi eventi ma sul piano internazionale, ventinove stati hanno ufficialmente riconosciuto come genocidio gli eventi descritti.

Di pochi giorni fa è la notizia per cui anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden riconoscerà ufficialmente il genocidio armeno ad opera della Turchia. Quest’anno, per il 24 aprile l’attore e conduttore Paolo Kessisoglu insieme all’amico esperto di relazioni istituzionali ed ex-ambasciatore armeno in Italia Sargis Ghazaryan hanno raccolto i volti e le voci di 40 armeni d’Italia in un corto dal titolo “IO SONO ARMENO”.

Protagonisti del video, oltre a Kessisoglu, sportivi come il calciatore della Roma Henrikh Mkhitaryan, la scrittrice Premio Campiello Antonia Arslan, l’Ambasciatore Laura Mirachian, l’attrice Laura Efrikian, l’Accademico dei Lincei Ermanno Arslan, i campioni del mondo di Kickboxing Giorgio e Armen Petrossian, l’attrice Marine Galstyan, uno dei vincitori della Biennale di Venezia 2015 Mikayel Ohanjanyan, il Presidente della Confindustria di Como Aram Manoukian, architetti, compositori, scrittori, avvocati, imprenditori, magistrati, medici in prima linea, ristoratori, studenti, ricercatori e tanti altri. L’anima di un popolo racchiusa in un corto di pochi minuti, i loro sguardi esprimono verità e fierezza ed arrivano dritti al cuore di chi guarda il breve film.
Questa volta il 24 aprile è sì per ricordare e ricordando prevenire, ma anche per conoscere e riconoscersi.

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