Solitudine per le famiglie con disabili

di Enrico Ferdinandi

Le famiglie con membri disabili, secondo una ricerca Censis, sono troppo spesso lasciate sole. Questa emarginazione porta le persone malate a soffrire, non solo a causa dell’isolamento, ma anche per avvertire la responsabilità della situazione di difficoltà vissuta dalla famiglia. Responsabilità che invece dovrebbe esser maggiore nella società, ad oggi il 50%  delle famiglie di persone con sindrome di Down hanno dovuto da sole provvedere a trovare le sedi che erogano servizi riabilitativi e nel 40% dei casi si sono dovute rivolgere a strutture private. Naturalmente c’è ancora tanto scetticismo nell’italiano medio che spesso preferisce ignorare piuttosto che informarsi e così meglio comprendere il perché di una disabilità o di una malattia.

 

Questo processo di rinvigorimento morale dovrebbe partire dall’istruzione dei nostri figli affinché le future famiglie del domani riescano a capire quanto l’aiuto reciproco sia importante. Le istituzioni inoltre dovrebbero cercare di rendersi più operative, pensate che, sempre secondo la ricerca del Censis, i malati di Parkinson hanno grandi difficoltà nella gestione della terapia farmacologica che prevede l’assunzione di più farmaci nell’arco della giornata. Per un malato di Parkinson su tre il peso economico dei farmaci è troppo alto: le loro famiglie non riescono a sopperire alle spese. Cosa ben più grave del fattore economico sono però gli effetti collaterali che sono legati anche alla sfera emotiva: Il 73%  dei malati di Parkinson dichiara di sentirsi isolato. Speriamo che questa ricerca serva quantomeno per far riflettere su cosa significhi solitudine, soprattutto in quando si è disabili o gravemente malati, e che ciò serva per far leva sulle nostre coscienze.

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