News of the World: il crollo di uno “sporco giornalismo”

di Enrico Ferdinandi

Vale la pena spendere due righe per parlare di un evento storico per il giornalismo mondiale: Il crollo del “News of the World”.

Mazzette, spionaggio, ricerca dei dettagli più macabri dei delitti da spiattellare in prima pagina questi i capi d’accusa che hanno portato uno dei giornali più longevi e più letti del Regno Unito e del mondo al collasso.

Anche in Italia vi è una certa latente tendenza a questo tipo di “sporco giornalismo”, basti pensare ai ben noti esempi di Brachino su Domenica 5 e del suo inviato “speciale” Fabrizio Corona (che si introdusse a casa della madre di Sarah Scazzi entrando dalla finestra per un intervista) o alle drammatiche vicende che Barbara D’urso sbatte in faccia ai propri telespettatori con falso coinvolgimento emotivo. Naturalmente questi esempi italiani non sono che un inezia in confronto agli atti deplorevoli che il News of the World di Murdoch ha portato avanti spinto dalla voglia di scioccare i lettori con titoli ad effetto ed in esclusiva. Dalle indagini stanno emergendo realtà degne di un film di spionaggio, secondo indiscrezioni non solo giocatori e vip ma anche politici sarebbero stati spiati nelle loro conversazioni telefoniche, nei movimenti dei loro conti bancari e nei loro spostamenti per avere sempre prima di tutti uno scoop da prima pagina. A quale prezzo? Al prezzo che il compito primario del giornale, ovvero mezzo che oltre ad informare deve moralizzare e creare opinione propria, è venuto meno, lasciando i lettori privi di uno strumento valido con il quale accrescere la propria cultura. Questo è stato il più grande danno che il News of the World ha portato e questo fortunatamente è stato il motivo per cui i lettori e l’opinione pubblica, tutta, si è ribellata portando il quotidiano al crollo. Un crollo che speriamo sia un monito per i giornali ancora in vita. Non ci siamo soffermati a raccontarvi nei dettagli le “malefatte” di Murdoch e company in quanto certe azioni non meritano il giusto impegno emotivo e lavorativo nell’esser commentate, ci siamo solamente limitati a darvi la notizia di un crollo storico, che speriamo serva per farci capire a cosa serva veramente il giornalismo: informare, e veicolare etica, morale e giudizio nei lettori affinché essi possano autonomamente decidere quale sia la loro opinione sui fatti del mondo.

 

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