Petizione online contro la delibera Agcom – “è una forma di censura del web”

di Loris Tarli

Lunedì  6 luglio la delibera Agcom sulla tutela del copyright online –  secondo l’allarme lanciato da un gruppo di associazioni si tratterà di “una forma di censura del web”.

Proprio per questo le associazioni stesse contro la delibera hanno promosso una petizione online su sitononraggiungibile.it –  Il loro obbiettivo è fare in modo che l’Agcom riveda il testo della delibera prendendo in più seria considerazione i diritti degli utenti o si astenga completamente dall’intervenire, considerate le sue limitate prerogative in materia, oltre a sensibilizzare il governo in merito ad una riforma del diritto d’autore.

Secondo la delibera L’Autorità Garante per le comunicazioni, nel caso in cui gli verrà segnalata la violazione, potrà cancellare il sito o inibire mediante il blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems. Ciò a prescindere se il sito o il portale sia privato o pubblico, lucrativo o meno e in tutti i casi di “uploading” di contenuti su internet, su qualsiasi piattaforma.

Comunque le varie associazioni danno segnali di speranza – secondo loro, infatti, il Tar bloccherà la delibera ritenuta da molti esperti è illegittima poiché viola diritti fondamentali del cittadino. La questione alla base è che il diritto d’autore su internet ha tantissimi ambiti ed è possibile che l’industria del copyright attivi interi uffici dedicati, come è avvenuto in altri Paesi. Saremmo il primo Paese al mondo a dare ad Agcom questo potere.

L’Autorità, quindi, avrà il potere di intervenire su siti che siano semplicemente sospettati di contenere non solo file musicali, articoli,video coperti da copyright ma anche ad esempio fotografie o video amatoriali caricati su qualche piattaforma (Youtube o Facebook siti musicali ad esempio). Nella delibera non vi è alcun passaggio in cui venga coinvolto un magistrato – eppure va detto che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è un giudice e non può esercitare funzioni giudiziarie attribuite esclusivamente alla Magistratura.

 

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