Buco nero: “La foto del secolo”

 Buco nero: “La foto del secolo”

“La foto del secolo”, proprio così viene definita dagli esperti nel settore astrofisico l’immagine divulgata alle ore 15.00 di questo pomeriggio a Bruxelles dagli scienziati della equipe internazionale EHT (Event Horizon Telescope). Al progetto l’Italia ha partecipato con l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il buco nero ritratto in foto prende il nomeM87, ha una massa di 6,5 miliardi di volte quella del Sole e si trova nel centro dell’omonima galassia, a 55 milioni di anni luce da noi nella costellazione della Vergine.

Ma cosa sapevamo fino ad ora? Perché l’immagine è così sorprendente?

Facciamo un piccolo passo indietro. Cosa sono i buchi neri?

Nella relatività generale, si definisce buco nero una regione dello spazio tempo con un campo gravitazionale così intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno, nemmeno la luce.  I buchi neri si formano quando le stelle muoiono, collassano su stesse, e creano una regione dove la forza di gravità è così forte che nulla può sfuggire e invece, viene risucchiata per sempre.

L’esistenza dei buchi neri fu inizialmente dedotta da una soluzione delle equazioni della teoria della relatività di Einstein, che fu pubblicata per la prima volta dal fisico tedesco Karl Schwarzschild nel 1916. Il termine “buco nero”(black hole) fu poi reso popolare dal fisico statunitense John Archibald Wheeler negli anni ’60.

Considerando la natura dei buchi neri, fino ad oggi, poteva essere naturale domandarsi se tali oggetti potessero esistere in natura. Da qui, l’importanza di questa foto: non solo conferma ciò che l’infallibile Albert aveva ipotizzato. Prima d’ora nessuno era stato in grado di fotografare i buchi neri, adesso, si è riusciti a catturare il cosiddetto “Orizzonte degli Eventi”, il confine di un buco nero e il punto di non ritorno oltre il quale tutto viene risucchiato per sempre.

Dall’immagine si nota uno sfondo scuro, un contorno di colore rosso, giallo verso il centro e poi quella forma circolare nera.  Lo ha spiegato Ciriaco Goddi dell’Università di Nijmegen e Leiden (Olanda) e membro del gruppo di ricerca dell’Event Horizon Telescope. “L’immagine che abbiamo ottenuto è consistente con l’ombra di un buco nero rotante, proprio come era stato predetto dalla Relatività Generale di Einstein”, spiega.

Il prossimo passo a questo punto è raccogliere immagini sempre migliori in modo da creare un identikit sempre più completo di questo corpo celeste.

Gian Marco Bonazzi

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