Acqua contaminata, scoperte due sostanze disciolte nell’oro blu

Acqua contaminata, scoperte due sostanze disciolte nell’oro blu

«Chiare, fresche et dolci acque» scriveva Francesco Petrarca nel ‘Canzoniere’ verso la metà del XIV secolo, un’epoca lontana nella quale –  nonostante le scarse condizioni igieniche e le epidemie sempre in agguato – la natura era ancora in gran parte incontaminata, così come i suoi tesori. L’acqua è, tra questi, uno dei più importanti: un bene essenziale per la vita che oggi, nel 2019, ha raggiunto un livello minimo sia per quanto riguarda la disponibilità sul pianeta che la qualità.

Stavolta a preoccupare sul serio non è il fenomeno del riscaldamento globale né il progressivo scioglimento delle calotte polari ma la scoperta di 2 sostanze chimiche presenti nell’acqua che hanno effetti a dir poco sconvolgenti su tutto quello che entra in contatto con loro, esseri umani inclusi. La sconfortante rivelazione è stata resa nota poche ore fa, quando un nutrito team di scienziati di fama internazionale ha portato a termine un lungo studio sull’elemento blu, un lavoro che ha portato l’equipe tecnica a individuare le 2 sostanze pericolose e a chiedere immediatamente massima diffusione della notizia.

In particolare, si legge nella nota rilasciata dal gruppo di lavoro, nell’acqua che tutti i giorni beviamo sono presenti 2 sostanze dannose per gli organismi, che gli scienziati hanno ricondotto sotto il nome di dihydrogen monoxide (DHMO). Non è ancora chiaro il motivo che spiega la presenza delle sostanze nell’acqua ma ciò che è dato per certo sono gli effetti dell’ ‘hydroxyl acid’ (altro nome tecnico delle sostanze combinate assieme). Tra i principali, gli scienziati hanno evidenziato:

  • Incremento dell’effetto serra (Greenhouse effect)
  • Accelerazione del processo di erosione
  • Formazione di ruggine e corrosione sui metalli
  • Possibilità di generare black out elettrici

Queste sono solo alcune delle conseguenze ascrivibili al diidrogeno-monossido ma è sufficiente applicare un poco di immaginazione per capire quanto possano essere gravi gli effetti sulla nostra specie e su tutti gli esseri viventi in generale. Anche se non è ancora stato stabilito con certezza, l’ipotesi più accreditata è quella che la diffusione delle sostanze sia dovuta al naturale ciclo dell’acqua, che avrebbe – suo malgrado – portato a lungo andare alla contaminazione di tutte le risorse idriche planetarie: in sintesi, tutto ciò che ha bisogno d’acqua è ormai irrimediabilmente compromesso.

In particolare, affermano gli scienziati, le specie più a rischio di contaminazione sono i pesci i quali, passando la loro vita in acqua, hanno risentito e risentono maggiormente degli effetti del dihydrogen monoxide.

C’è però una specie che, si legge nella parte finale del documento, è immune agli effetti devastanti delle due sostanze e potrebbe essere studiata per salvare l’umanità: si tratta del pesce d’aprile (Piscis Aprilis), che sapendo cosa sia in realtà il dihydrogen monoxide (pura e semplice acqua), continua a nuotare tranquillo ridacchiando per lo scherzo simpatico che anche quest’anno è riuscito a mettere a segno.

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